L’amministrazione Obama stanzia ulteriori aiuti a sostegno del mercato immobiliare. Si tratta di 3 miliardi di dollari. I fondi saranno destinati ai proprietari di immobili disoccupati che rischiano il pignoramento della casa. Il Tesoro mettera’ a disposizione 2 miliardi per i 17 stati americani che hanno un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. Un altro miliardo andra’ invece al programma avviato dal Dipartimento per lo sviluppo urbano e immobiliare.

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Lo scorso mese la banca svizzera UBS ha diffuso un report su quanto oro serva per comprare una casa di medio valore negli Stati Uniti. Il dato che per primo salta agli occhi è che, per quanto il prezzo delle case sia sceso e il prezzo dell’oro salito, il rapporto al giorno d’oggi è ancora sopra la media storica. Al giorno d’oggi siamo allo stesso livello del 1970. Il dato del 1980, al momento del picco del prezzo dell’oro, è impressionante. Un altro dato piuttosto interessante è il rapporto 1:100 realizzatosi sia in periodi di alta inflazione (1980) che deflazione (1930). La connessione tra il prezzo dell’oro e il prezzo delle case sembra quindi decisamente indicativa sopratutto nei periodi di crisi. Abbiamo elaborato i dati in un grafico: oro-e-immobili Quindi, se il prezzo dell’oro continua a salire e il prezzo degli immobili a scendere, possiamo prevedere che entro cinque anni una casa costerà circa 100 once d’oro. Forse ci vorranno dieci anni, ma il punto è che sono convinto che che il rapporto continuerà ad abbassarsi nella prossima decade, e in maniera significativa. Anche per i budget più modesti, 100 once d’oro sembrano piuttosto  abbordabili. Chi ritiene che l’oro sia troppo volatile per essere utilizzato come bene per conservare i propri risparmi, dovrebbe considerare che c’è un terzo fattore in gioco: il dollaro. Si può scegliere di metter via risparmi in contanti destinati ai propri eredi delle generazioni future ma, se si tratta di dollari, non varranno quanto varrà l’oro. Se il prezzo dell’oro raddoppia, andrà persa la metà del loro potere d’acquisto. È pur vero che vendere l’oro quando il prezzo è alto significa incorrere nelle relative tasse da pagare. Eppure se, come crediamo, la corsa dell’oro non sarà finita quando il prezzo arriverà al doppio di quello che è adesso, l’investimento sarà comunque conveniente. Se la direzione del mercato immobiliare è la svalutazione, e le nostre previsioni sul prezzo dell’oro sono corrette, allora credo di avere in mano la giusta strategia per comprare casa ai miei figli.

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Nel caso dobbiate richiedere un mutuo, partiamo dal presupposto che non avete una decente educazione finanziaria (siete in ampia e nutrita compagnia, non preoccupatevi…).

  • Prima regola: non fate finta di saperla lunga buttando lì 4 parole che avete letto sui giornali (spesso sono scritte da chi ne sa quanto voi, o meno): chi avete di fronte se ne accorgerà e capirà che non avete dietro qualcuno che la sa più lunga di voi. Piuttosto lasciate cadere una frase tipo: “Prendo nota di tutto perché io non ci capisco niente, ma poi faccio verificare tutto dalla mia associazione di consumatori (oppure dal mio amico esperto di finanza)”.
  • Seconda regola: preferite risultare antipatici o passare per fessi? Se non capite qualcosa, non temete di chiedere, chiedere e poi ancora richiedere una spiegazione più chiara ed esauriente. Fingere di avere capito quello che non avete capito può costare caro. A costo di risultare rompiscatole fatevi spiegare TUTTO quello che non avete capito. Un bancario che sbuffa oggi può farvi risparmiare un mal di fegato domani.
  • Terza regola: se qualcosa vi sembra strana ripetetela così come l’avete capita e chiedete: “Ho capito bene?”. Ad esempio, nel caso del conoscente di mia moglie citato sopra, questi avrebbe dovuto chiedere: “Quindi lei mi sta dicendo che se io rimborso 25.000 Euro, la rata mi cambia di pochissimo? Ho capito bene? Cortesemente, può lasciar decidere a me se è poco o tanto e farmi due conti su quanto cambia in realtà?”
  • Quarta regola: Fatevelo mettere per iscritto. Se il bancario che avete davanti vi conferma la cosa che non vi convince, anche dopo che l’avete riassunta come l’avete capita chiedendo conferma, chiedete se è disposto a metterla nero su bianco. Scritta su un foglio di carta e firmata. Se non lo fa, domandatevi (e domandatelo anche a lui) perché.
Per confrontare le offerte di mutuo richiedete il prospetto ESIS – European Standardised Information Sheet

Tutte le regole qui sopra valgono “in generale” per i rapporti con la banca, anche per quello che riguarda il vostro conto corrente, i vostri investimenti e la gestione del vostro risparmio. Specifica per i mutui, invece, c’è la quinta regola: fatevi rilasciare il documento di sintesi e l’ESIS. Sono entrambi documenti che riassumono le caratteristiche del vostro mutuo e che, se non da voi, lo rendono valutabile da un esperto senza grosse difficoltà. Ve lo rilasceranno quando firmate la domanda, ma dal primo appuntamento dite che lo vorrete quando firmate la domanda e appena lo avrete in mano lo farete valutare dal notaio, prima ancora che l’istruttoria abbia fine, chiedete di prendere nota del fatto che ve lo dovranno far trovare pronto. Per la cronaca, “ESIS” vuole dire “European Standardised Information Sheet” (foglio informativo standardizzato europeo), e si compone di due parti: la prima con informazioni generali riguardo i mutui, la seconda con informazioni peculiari del VOSTRO mutuo.

Le prime quattro regole, valgono anche se andate a chiedere una rinegoziazione, piuttosto che informazioni sulla penale di estinzione o sulla possibilità di avere un conteggio di estinzione e così via…

Articolo visto su: indebitati.it

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Nelle previsioni per l’ euribor di maggio avevamo scritto che il mese si sarebbe chiuso con un indice annuale compreso tra l’1,20 e l’1,30%. a cinque giorni dall’entrata di giugno il valore si è attestato all’1,25%. cosa farà l’euribor adesso?

la cosa certa è che i valori dell’euribor di maggio hanno registrato  una lieve ma costante crescita. le ragioni non sono l’incremento del costo del denaro, ancora fermo, ma le tensioni che hanno vissuto i mercati del credito, a causa della crisi greca e del timore di contagio alle altre economie europee. le banche hanno risposto a questi timori con la protezione ad un rischio più alto di fronte a possibili sofferenze

sebbene sia ancora presto per conoscere gli estiti delle manovre economiche che tutti i paesi europei stanno mettendo in atto, il mercato sembra suggerire che i minimi toccati nei mesi scorsi non saranno ripetuti

l’euribor a tre mesi è passto così dallo 0,635% della fine di aprile allo 0,70% attuale. nel mese di giugno continueranno a registrarsi piccoli aumenti. l’euribor a sei mesi si attesta oggi allo 0.99%, mentre a fine aprile era a 0,96%

cionostante con i dati di giugno i cambiamenti sulla rata saranno quasi impercettibili, ma bisogna aspettarsi che nei prossimi mesi saranno costanti e perció una differenza comincerà a sentirsi intorno alla fine dell’anno

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una casa su tre viene venduta ad un prezzo ufficiale a cui corrisponde una parte in nero. lo scopo è aggirare l’iva e le imposte dirette: dichiarando una cifra inferiore si pagano infatti proporzionalmente meno tasse. secondo la guardia di finanza 8,2 miliardi di euro, tra basi imponibili e iva evasa, sono sfuggite al fisco solo nel 2009, un terzo della manovra correttiva che deve approvare in questi giorni il ministro tremonti

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la maggior parte delle compravendite di questi tipo riguardano le nuove costruzioni e incrociando i dati della guardia di finanza con quelli dell’agenzia del territorio il risultato è scioccante: l’evasione fiscale riguarda una compravendita su tre

facendo i conti è come ogni anno una città di 74mila appartamenti, 56mila garage, 1500 negozi, 4.200 edifici industriali e alberghi, 744 uffici, 12mila magazzini e sepositi, avesse evaso le tasse. e nel 90% dei controlli effettuati dalla guardia di finanza c’era qualcosa che non andava. in questo modo sono stati recuperati 36 milioni di euro di iva. molto, ma ancora poco rispetto ai volumi di cui stiamo parlando

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Dal ministero del tesoro lo negano, ma sono insistenti le voci di un prossimo condono edilizio. il momento è propizio: l’Europa chiede, o meglio, impone, un taglio alla spesa di 25 miliardi di euro e il governo ha tra le mani un elenco di 2,15 milioni di immobili fantasma, ovvero mai censite e quindi mai tassate

la regolarizzazione avviata lo scorso dicembre dall’agenzia del territorio va infatti a rilento e allora l’idea circola e si fa spazio: una classica sanatoria, con il pagamento di una cifra forfettaria che aggiusti una volta per tutte le irregolarità. detto in altre parole, un nuovo condono edilizio

dall’operazione potrebbero venire fuori 2 miliardi di euro e per mettere tutti d’accordo circola l’ipotesi di agganciare la banca dati dell’agenzia del territorio, in cui sono censiti gli immobili fantasma, con quelle degli uffici di registro comunali. lo scopo è quello di tirar fuori il tributo sul reddito immobiliare che dovrà sostituire l’ici sulla prima casa

con l’ici soppresso infatti i comuni sono quasi sul lastrico e per questo all’ipotesi sanatoria con compensazione per i comuni  ha reagito bene il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, presidente dell’ANCI, associazione dei sindaci italiani

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Italia in due parole: si guadagna poco e si pagano tante tasse. Questo il quadro sconfortante che esce dall’ultimo rapporto Ocse. I salari italiani sono tra i più bassi nella classifica dei Paesi Ocse.

L‘Italia si colloca per gli stipendi al ventitreesimo posto, con guadagni inferiori al 16,5% rispetto alla media dei trenta Paesi che fanno parte dell’organizzazione di Parigi. I dati sono riferiti al 2009 e l’Italia si colloca nella stessa posizione dell’anno precedente. È quanto risulta dal Rapporto «Taxing Wages» dell’Ocse. I salari medi annui netti in Italia per un single senza figli nel 2009 sono stati pari a 22.027 dollari (Ppe, a parità di potere di acquisto) contro un lordo di 31.167 dollari. Nel 2008 il netto ammontava a 22.117 dollari e il lordo a 31.314, come emerge da uno studio Ocse sulla tassazione dei salari. Nel 2000 il salario netto era di 18.451 dollari e il lordo a 25.933. [ad#co-1-1]L’Italia è sotto la media Ocse che nel 2009 risultava di 26.395 dollari per il salario netto e 35.887 per il lordo e sotto la media Ue-15 (28.454 e 40.525 dollari rispettivamente). Espressi in euro i salari netti nel 2009 in Italia risultano di 18.503 euro su un lordo di 26.181 euro, in calo dal 2008 (18.578 e 26.304 eurIlo). Tasse- Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, rivela sempre l’Ocse, è in Italia al 46,5%. Nella classifica dei maggiori trenta Paesi, aggiornata al 2009, l’Italia è al sesto posto per peso fiscale sugli stipendi, dopo Belgio (55,2%), Ungheria (53,4%), Germania (50,9%), Francia (49,2%), Austria (47,9%). Il peso di tasse e contributi sui salari in Italia è rimasto stabile dal 2008 al 2009, registrando solo un lieve (-0,03%). L’Italia occupa infatti nella classifica Ocse la stessa posizione, la sesta, rispetto all’anno precedente. Previsioni - Oggi l’Fmi ha pubblicato il Regional Economic outlook per l’Europa, con le previsioni di crescita per il 2010. L’Italia crescerà dello 0,8% a fronte di un’inflazione dell’1,4%.

Articolo visto su libero-news.it

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