In crescita l’economia italiana nel 2010. Mentre resta stabile il Pil di Eurolandia nel primo trimestre, con una crescita dello 0,2%,

l’Italia ha fatto registrare un balzo dello 0,5% dopo il -0,1% dell’ultimo trimestre 2009. Meglio di Francia (+0,1%), Germania (+0,2%) e Regno Unito (+0,3%). Torna il segno più anche davanti al Pil della Spagna (+0,1%). La Grecia resta in recessione (-0,8%). I dati sono forniti da Eurostat.

A trainare la timida crescita della zona euro nei primi tre mesi dell’anno, secondo i dati di Eurostat, sono state soprattutto le esportazioni (+2,5%) e le importazioni (+4%). La spesa per i consumi delle famiglie è invece diminuita dello 0,1%. In calo anche quella per investimenti (-1,1%). Su base annua, nel primo trimestre 2010 il Pil dell’Eurozona torna positivo dopo mesi e mesi di segno meno, aumentando dello 0,6% rispetto al -2,3% degli ultimi tre mesi del 2009. il secondo e terzo trimestre 2009 avevano fatto segnare un vero e proprio crollo del Pil (-4,3% e -5,1%)

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soldi

Un parere espresso dall’Ombudsman (il giurì che risponde in materia di controversie bancarie), ci riporta a parlare del tetto al 4% per i mutui a tasso non fisso.

Ricordiamo che le agevolazioni statali valevano per i mutui a tasso variabile e per quelli a tasso misto.

 

Lo sconto sui mutui, nello specifico, dovrebbe essere applicato direttamente dalle banche e dalle società finanziarie, che poi potranno rivalersi compensando la somma anticipata ai mutuatari come credito di imposta.

L’operazione di rimborso, però, si sarebbe dovuta concludere 5 mesi or sono, dato che coinvolgeva le rate dei mutui in scadenza nel 2009.

Ad oggi, però, non tutte le banche sono state rapide e veloci nell’accreditare le somme ai propri clienti. Tanto che molti di loro hanno iniziato a lamentarsi per la mancata concessione del beneficio.

Tra le banche virtuose ci sono Banca Mps, Intesa Sanpaolo e Ugf. Ma torniamo al parere dell’Ombudsman. Un parere che potrebbe diventare una pietra miliare anche per altri intestatari di mutui. B@nca 24-7 (gruppo Ubi Banca) aveva deciso di non concedere l’applicazione del "tetto al 4%" a un mutuo a tasso misto con in vigore l’opzione fisso per il 2009. La Banca aveva giustificato questa decisione alla luce del fatto che il cliente, in altre parole, stava chiedendo l’estensione della norma. L’Ombudsman ha stabilito che il decreto 185/2008 si estende anche a questa tipologia e che è irrilevante la circostanza che, nel periodo di applicazione della norma (anno 2009) sia in corso il tasso fisso o tasso variabile. La banca, a questo punto, ha l’obbligo di riconoscere il rimborso, entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione dell’Ombudsman.

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una casa su tre viene venduta ad un prezzo ufficiale a cui corrisponde una parte in nero. lo scopo è aggirare l’iva e le imposte dirette: dichiarando una cifra inferiore si pagano infatti proporzionalmente meno tasse. secondo la guardia di finanza 8,2 miliardi di euro, tra basi imponibili e iva evasa, sono sfuggite al fisco solo nel 2009, un terzo della manovra correttiva che deve approvare in questi giorni il ministro tremonti

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la maggior parte delle compravendite di questi tipo riguardano le nuove costruzioni e incrociando i dati della guardia di finanza con quelli dell’agenzia del territorio il risultato è scioccante: l’evasione fiscale riguarda una compravendita su tre

facendo i conti è come ogni anno una città di 74mila appartamenti, 56mila garage, 1500 negozi, 4.200 edifici industriali e alberghi, 744 uffici, 12mila magazzini e sepositi, avesse evaso le tasse. e nel 90% dei controlli effettuati dalla guardia di finanza c’era qualcosa che non andava. in questo modo sono stati recuperati 36 milioni di euro di iva. molto, ma ancora poco rispetto ai volumi di cui stiamo parlando

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L’agenzia di rating Moody’s lancia l’allarme. C’è il rischio che la crisi finanziaria greca possa contagiare anche i sistemi bancari di alcuni dei principali paesi europei. Per Moody’s secondo cui i paesi più a rischio di contagio sono il Portogallo, la Spagna, l’Italia, l’Irlanda e la Gran Bretagna.

La posizione di Moody’s Investors Service è contenuta in un commento speciale intitolato «Sovereign Contagion Risk», parte 1 in cui si fa riferimento all’impatto sulle banche dell’Europa meridionale, dell’Irlanda e della Gran Bretagna. L’agenzia di rating riconosce che le banche di questi paesi hanno di fronte diverse sfide di diverso livello ma avverte che «il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti». « L’Italia – scrive ancora Moody’s – è un altro di quei paesi dove il sistema bancario è stato sino ad ora relativamente robusto», ma dove vi è comunque un rischio di contagio «qualora le pressioni di mercati sui rating sovrani dovesse aumentare». L’agenzia di rating osserva infatti come il nostro sistema bancario non abbia risentito come altri dello scoppio della bolla sull’immobiliare e di quella sui derivati.

Articolo visto su corriere.it

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quanto vale l'appartamento di scajola? gli inquilini vip si dividono

Secondo gli immobiliaristi la casa acquistata dal ministro Claudio Scajola con vista sul Colosseo varrebbe fino a due milioni di euro. lui l’ha pagata 610mila euro nel 2004, un anno dai prezzi alti e dalle molte compravendite. è vero che la casa non era in buone condizioni al momento dell’acquisto e che sarebbe verosimile pagarla anche attorno al milione di euro

Nicola porro, vicedirettore del il giornale di feltri, non crede al ministro, scrivendo che "seicentodiecimila euro per 180 metri quadri nel centro di Roma, è un insulto alla nostra intelligenza"

l’appartamento, al primo piano, senza balcone, grate alle finestre,  si trova in un palazzo anni cinquanta, molto elegante, con marmi, ceramiche colonne e verde in quantità. gli appartamenti sono tutti simili: 200 metri quadrati, salone, tripli servizi, 4 camere, cameretta, cucina

la vera particolarità però sono gli inquilini vip tra cui l’attore Raul Bova e la soubrette Lory del santo, proprietaria dell’attico. proprio lei ha detto che "l’appartamento del ministro valeva meno della metà di quello che ora si legge sui giornali (tra i 600mila e i 900mila euro) perché era in stato di deperimento"

sembra non esserci pace su questo condominio. la stessa del santo si era resa protagonista di un intervento di demolizione (nella foto), qualche tempo fa, di un gazebo costruito sul proprio attico. dopo che le telecamere di una nota trasmissione televisiva erano entrate nella sua casa, il secondo municipio di Roma aveva individuato l’abuso edilizio, procedendo immediatamente alla demolizione. lei si difese, dicendo che era tutta colpa dell’invidia dei vicini

Articolo visto su l’unità.

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L’inflazione ad aprile è salita al +1,5% annuo dal +1,4% registrato a marzo. Si tratta del maggior incremento tendenziale da febbraio 2009. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare, precisando che su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,4%. Sempre in base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo come saldi e promozioni, ha registrato a marzo un incremento dell’1,6% rispetto ad aprile 2009 (record da dicembre 2008), e del +0,9% rispetto a marzo 2010. Per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi hanno riguardato i prezzi dei trasporti (+1,2%), dei servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%). Variazioni nulle su base mensile, invece, per l’abbigliamento, le calzature e le comunicazioni. Gli incrementi più elevati su base annua si sono registrati nei capitoli trasporti (+5,4%), altri beni e servizi (+2,8%), e istruzione (+2,5%). Prezzi stabili per i servizi sanitari, mentre variazioni annue negative si sono registrate per le comunicazioni (-0,7%) e per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%).

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215274_Famiglia_felice

Buone notizie sul fronte dell’erogazione dei mutui e sulla stabilità patrimoniale delle famiglie italiane. ma ne siamo sicuri? secondo uno studio dell’Albi, associazione banche italiane, le famiglie sono solide sul fronte finanziario nonostante una fase estremamente difficile del ciclo economico, mostrano un’alta capacità di risparmio e una forza patrimoniale tra le maggiori dei paesi avanzati. poi, leggendo bene, scopriamo che per le famiglie giovani la situazione non è rosea

se lo scorso anno il 58% delle famiglie italiane (15 milioni di nuclei) disponeva di un reddito sufficiente a poter sostenere i costi connessi con l’acquisto di una casa, il dato è quasi dimezzato per le famiglie più giovani: solo  il 30% è in grado di affrontare l’acquisto di una casa. letta al contrario, il 70%, la grande maggioranza, restano pertanto escluse

lo studio dell’Albi segnala comunque che nel 2009 i mutui per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti dell’8,2% rispetto al 2008 per un ammontare di circa 247 miliardi di euro. l’area geografica più dinamica è stata il sud con una crescita su base annua dell’11,3%, seguita dal centro (8,2%) e dal nord (7,3%). alcuni interpretano questi dati come una ripresa del credito e alla congiuntura dei bassi tassi di interesse. ma altri avvertono: è un segnale di un indebolimento del risparmio

questa l’analisi contenuta nel primo ”report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologie finanziarie delle famiglie italiane” realizzato dall’Albi in collaborazione con il ministero del lavoro. si legge nel rapporto che nel 2009 il credito al consumo ha avuto un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi di euro. per effetto della crisi, tuttavia, lo stato delle sofferenze ha raggiunto l’1,19% a fine 2009, in crescita dello 0,33% sul 2008

fonte: idealista.it

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impresa

Dopo una fase di stallo, il mercato immobiliare italiano è in ripresa e il settore delle nuove costruzioni è sicuramente uno degli elementi trainanti di questo processo. Secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it,  nel solo 2009 le richieste per gli appartamenti di nuova costruzione è salita del 18%, complici una maggiore facilità ad ottenere il mutuo per questa categoria di immobili, una disponibilità da parte dei costruttori a concedere prezzi più vantaggiosi e, in sintesi, una maggiore efficienza energetica dell’immobile nuovo rispetto ad uno usato.

Gli italiani scelgono sempre più di acquistare la loro prima casa in uno stabile appena costruito o addirittura su progetti ancora su carta.

Le ragioni sono diverse, ma per lo più riconducibili a un vantaggio nel rapporto qualità/prezzo.  Altra ragione fondamentale è che, per l’acquirente di un immobile di nuova costruzione, l’accessibilità ad un mutuo di valore importante si semplifica; se su un immobile usato gli Istituti di credito sono disposti a finanziare mediamente fino ad un massimo del 53% del valore, negli immobili di nuova costruzione si arriva al 61%.

Chi compra un immobile nuovo, lo fa soprattutto per l’acquisto della prima casa (44%) o in sostituzione di essa (33%). E ben il 18% degli acquisti di questo settore viene fatto per investimento. Nella maggioranza dei casi, gli acquirenti che richiedono il mutuo per una casa di nuova costruzione, desiderano un finanziamento che copra fino al 40% del valore della casa (35% dei casi). Ma è sorprendente vedere come il 25% degli acquirenti di immobili nuovi dichiara di non aver bisogno del mutuo.

Dallo studio effettuato da Gruppo Immobiliare.it risulta che in Italia le richieste di case nuove sono cresciute del 18%. Se si guarda poi al dettaglio delle diverse aree geografiche, si nota che il dato sale maggiormente al Nord Est, dove la percentuale di richieste è aumentata del 17%. A livello di singola città, Torino primeggia su tutte, mostrando un aumento del 21% nella ricerca di immobili nuovi, a seguire troviamo Milano e Verona che registrano un 19% e di poco distaccata Padova, dove il dato è cresciuto del 17% . Napoli è la città dove l’interesse è cresciuto di meno e che ha registrato solo un aumento dell’5% della domanda di case nuove.

Se si guardano poi i dati riferiti alla grandezza dell’immobile si vede che, quando acquistano un immobile di nuova costruzione,  gli italiani scelgono nel 38% dei casi i 2 vani. Da questo elemento è evidente un altro punto di forza delle Nuove Costruzioni, l’ottimizzazione degli spazi. La disposizione degli spazi pensata in modo efficiente permette di sfruttare più spazio anche su una superficie piccola.

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