Nel mese di luglio 2010 la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra un nuovo significativo calo, segnando un -11% rispetto allo stesso mese del 2009, risultando il quarto mese consecutivo con un segno negativo. Il volume della domanda complessiva dei primi sette mesi del 2010 è sostanzialmente in linea con quella dello stesso periodo del 2008, distaccandosi solo di un modesto 1%; si registra, infatti, un -3% sul 2009, che a sua volta segnava un +4% sul 2008. Analizzando la distribuzione per fasce di durata, cresce la quota parte di domanda di mutui nella classe tra i 20 e i 25 anni, che nei primi 7 mesi del 2010 ha rappresentato quasi il 30% della domanda complessiva. Analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, invece, continua la crescita della quota di domanda nelle classi più elevate (oltre i 150.000 €). Concordemente continua la progressiva crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi sette mesi dell’anno supera di poco i 140.000 €, contro i 135.000 € dello stesso periodo dell’anno scorso.

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Nel caso dobbiate richiedere un mutuo, partiamo dal presupposto che non avete una decente educazione finanziaria (siete in ampia e nutrita compagnia, non preoccupatevi…).

  • Prima regola: non fate finta di saperla lunga buttando lì 4 parole che avete letto sui giornali (spesso sono scritte da chi ne sa quanto voi, o meno): chi avete di fronte se ne accorgerà e capirà che non avete dietro qualcuno che la sa più lunga di voi. Piuttosto lasciate cadere una frase tipo: “Prendo nota di tutto perché io non ci capisco niente, ma poi faccio verificare tutto dalla mia associazione di consumatori (oppure dal mio amico esperto di finanza)”.
  • Seconda regola: preferite risultare antipatici o passare per fessi? Se non capite qualcosa, non temete di chiedere, chiedere e poi ancora richiedere una spiegazione più chiara ed esauriente. Fingere di avere capito quello che non avete capito può costare caro. A costo di risultare rompiscatole fatevi spiegare TUTTO quello che non avete capito. Un bancario che sbuffa oggi può farvi risparmiare un mal di fegato domani.
  • Terza regola: se qualcosa vi sembra strana ripetetela così come l’avete capita e chiedete: “Ho capito bene?”. Ad esempio, nel caso del conoscente di mia moglie citato sopra, questi avrebbe dovuto chiedere: “Quindi lei mi sta dicendo che se io rimborso 25.000 Euro, la rata mi cambia di pochissimo? Ho capito bene? Cortesemente, può lasciar decidere a me se è poco o tanto e farmi due conti su quanto cambia in realtà?”
  • Quarta regola: Fatevelo mettere per iscritto. Se il bancario che avete davanti vi conferma la cosa che non vi convince, anche dopo che l’avete riassunta come l’avete capita chiedendo conferma, chiedete se è disposto a metterla nero su bianco. Scritta su un foglio di carta e firmata. Se non lo fa, domandatevi (e domandatelo anche a lui) perché.
Per confrontare le offerte di mutuo richiedete il prospetto ESIS – European Standardised Information Sheet

Tutte le regole qui sopra valgono “in generale” per i rapporti con la banca, anche per quello che riguarda il vostro conto corrente, i vostri investimenti e la gestione del vostro risparmio. Specifica per i mutui, invece, c’è la quinta regola: fatevi rilasciare il documento di sintesi e l’ESIS. Sono entrambi documenti che riassumono le caratteristiche del vostro mutuo e che, se non da voi, lo rendono valutabile da un esperto senza grosse difficoltà. Ve lo rilasceranno quando firmate la domanda, ma dal primo appuntamento dite che lo vorrete quando firmate la domanda e appena lo avrete in mano lo farete valutare dal notaio, prima ancora che l’istruttoria abbia fine, chiedete di prendere nota del fatto che ve lo dovranno far trovare pronto. Per la cronaca, “ESIS” vuole dire “European Standardised Information Sheet” (foglio informativo standardizzato europeo), e si compone di due parti: la prima con informazioni generali riguardo i mutui, la seconda con informazioni peculiari del VOSTRO mutuo.

Le prime quattro regole, valgono anche se andate a chiedere una rinegoziazione, piuttosto che informazioni sulla penale di estinzione o sulla possibilità di avere un conteggio di estinzione e così via…

Articolo visto su: indebitati.it

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Buone notizie sul fronte dell’erogazione dei mutui e sulla stabilità patrimoniale delle famiglie italiane. ma ne siamo sicuri? secondo uno studio dell’Albi, associazione banche italiane, le famiglie sono solide sul fronte finanziario nonostante una fase estremamente difficile del ciclo economico, mostrano un’alta capacità di risparmio e una forza patrimoniale tra le maggiori dei paesi avanzati. poi, leggendo bene, scopriamo che per le famiglie giovani la situazione non è rosea

se lo scorso anno il 58% delle famiglie italiane (15 milioni di nuclei) disponeva di un reddito sufficiente a poter sostenere i costi connessi con l’acquisto di una casa, il dato è quasi dimezzato per le famiglie più giovani: solo  il 30% è in grado di affrontare l’acquisto di una casa. letta al contrario, il 70%, la grande maggioranza, restano pertanto escluse

lo studio dell’Albi segnala comunque che nel 2009 i mutui per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti dell’8,2% rispetto al 2008 per un ammontare di circa 247 miliardi di euro. l’area geografica più dinamica è stata il sud con una crescita su base annua dell’11,3%, seguita dal centro (8,2%) e dal nord (7,3%). alcuni interpretano questi dati come una ripresa del credito e alla congiuntura dei bassi tassi di interesse. ma altri avvertono: è un segnale di un indebolimento del risparmio

questa l’analisi contenuta nel primo ”report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologie finanziarie delle famiglie italiane” realizzato dall’Albi in collaborazione con il ministero del lavoro. si legge nel rapporto che nel 2009 il credito al consumo ha avuto un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi di euro. per effetto della crisi, tuttavia, lo stato delle sofferenze ha raggiunto l’1,19% a fine 2009, in crescita dello 0,33% sul 2008

fonte: idealista.it

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Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, il primo trimestre del 2010 conferma per il mercato dei mutui i segnali positivi riscontrati negli ultimi tre mesi del 2009. I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline mostrano infatti come l’attuale situazione del costo del denaro, fermo oramai da agosto del 2009 ai minimi storici di sempre, consenta ai diversi istituti di credito di proporre un’offerta di mutui a condizioni sempre più interessanti e con soluzioni diversificate. La scelta dei mutuatari è sempre più orientata verso i tassi variabili, che rappresentano quasi l’80% delle nuove erogazioni. Le migliori offerte di mutui variabili con cap rate fissano il tetto massimo tra il 5,5% e il 5,8%, quindi molto simile ai migliori tassi fissi attuali, stabili intorno al 5%. Un’ offerta di tassi fissi così convenienti spiega allo stesso tempo perché, nonostante la fase attuale di tassi bassi, quasi il 20% dei mutuatari preferisca pagare un po’ di più per avere la certezza di un tasso sempre uguale ma a livelli storicamente convenienti.

La convenienza dei tassi si riflette anche sui mutui di surroga, che continuano a rappresentare una grossa fetta del mercato e permettono ai mutuatari che ne abbiano necessità di cambiare mutuo a costo zero passando a condizioni più convenienti.

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assicurazioni1 Boom delle assicurazioni, dei servizi finanziari, degli affitti, dei pacchetti vacanza. Dal 1996 a oggi i prezzi di molte delle voci che compongono la spesa delle famiglie italiane sono lievitate ben oltre la media dei paesi di Eurolandia. L’unico settore nel quale si risparmia sono le telecomunicazioni, che costano oltre il 30% in meno rispetto a 13 anni fa. A certificare l’andamento dei prezzi è il Dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia, mentre UNIONCAMERE rincara la dose: negli ultimi 5 anni le tariffe pubbliche sono aumentate del 15% (5 punti in più dell’inflazione), mentre quelle locali addirittura del 20%. Secondo il Tesoro, la voce che in questi 13 anni è aumentata di più è quella relativa alle assicurazioni, con un rincaro del 131,3%, quattro volte rispetto alla zona euro (+35,3%). La galoppata di rc auto e degli altri prodotti assicurativi pone l’Italia saldamente al primo posto in questa voce: al secondo c’è il Regno Unito (+78,6%) e al terzo la Spagna (+67,4%). Per lo studio, sono molte le voci che più insistono sull’economia delle famiglie e che hanno un andamento superiore a quello medio della zona euro e anche a quello degli altri Paesi. Il prezzo dei servizi finanziari (+89,9%), comparto nel quale rientrano anche quelli bancari, viaggia a un ritmo doppio rispetto a Eurolandia, dove l’aumento è del 43%, e quadruplo rispetto alla Francia (+22,2%). Rincari record anche per gli affitti: il +49% dell’Italia è secondo solo al +72,9% della Spagna e superiore al +28,1% della media. L’acqua potabile è invece cresciuta del 68,4% contro il 41% di Eurolandia, i rifiuti del 68,3% (+55,4% in Europa), l’elettricità del 36,2% (+31,9%), i trasporti marittimi dell’86,2% (+47,2%) e i servizi postali del 37,6% (+27,3%). Anche per il classico shopping in Italia la spesa è aumentata ben più che altrove: +22,4% per l’abbigliamento (+8,9% in Europa); il +29,8% delle calzature si confronta con il +18,1% di Eurolandia; per i libri in Italia si spende il 34,2% in più, contro il +24,6% dell’eurozona.

Molto minore è invece il distacco nel carrello della spesa: gli alimentari sono aumentati del 32,6% in Italia e del 30% in Europa. Se l’unica voce con il segno meno sono le tlc (-31,1%), in altri casi si registrano invece aumenti inferiori alla media della zona euro. E’ il sorprendente caso della benzina: la voce carburanti e lubrificanti in Italia è cresciuta del 36,1%, meno degli aumenti registrati in tutti gli altri Paesi presenti nello studio e anche meno della media europea (+54,9%). A tutto questo, spiega UNIONCAMERE, si aggiunge il netto rincaro delle tariffe: per i rifiuti urbani e per l’acqua il rincaro è stato di circa il 30%, le tariffe postali sono rincarate di circa il 13%, quelle autostradali di circa il 15%, quelle ferroviarie del 26%, mentre per i trasporti marittimi l’impennata è stata di oltre il 38%. E i consumatori ripartono all’attacco: per il Codacons i dati dimostrano come “l’Italia sia la maglia nera d’Europa”, mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento del Governo che, ricordano, “si era impegnato ad un blocco delle tariffe

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Che farà l’euribor ad Aprile 2010?

il mercato continua a pensare che la banca centrale europea (bce) non aumenterà a breve i tassi d’interesse. la crisi greca, l’abbassamento del rating al portogallo e i dubbi che contunua a generare l’economia spagnola, allontanano sempre di più nel tempo questa possibilità, cosa che sta facendo soffrire all’euribor giornaliero una flessione al ribasso anche le scadenze più brevi dell’euribor riflettono questa stabilità e non hanno sofferto tensioni nemmeno all’annuncio del presidente della bce, jean cloude trichet, della decisione di ritirare progressivamente i finanziamenti alle banche. così, l’euribor a 3 mesi quotizza a 0,65%, dieci centesimi di punto in meno del livello di un mese fa. anche la moneta unica, l’euro,quotizza il fatto che l’europa tarderà ad aumentare i tassi d’interesse degli stati uniti e conseguenza di ciò è la recente perdita del livello di 1,35 dollari, che ha collocato l’euro al livello più basso degli ultimio 10 mesi

quindi, salvo sorprese straordinarie, l’euribor di marzo 2010 continuerà a mostrare poche variazioni e resterà intorno alla zona 1,20% le quote piu basse della storia in un anno in cui non si è registrato nessun aumento di stipendio e la disoccupazione è all’ordine del giorno su tutti i giornali, il crollo delle ipoteche continua ad essere l’aspetto migliore della crisi lo stasi dell’euribor farà in modo che chi rinnova la propria ipoteca secondo i tassi di aprile potrà provare che la sua quota sarà la più bassa che abbia mai pagato, anche se solo leggermente più bassa di quella che sta già pagando. in questo modo chi rivedrà annualmente il proprio credito ipotecario vedrà un taglio del 5% circa, visto che l’euribor di aprile 2009 era all’1,77%. coloro che lo rivedranno a sei mesi, noteranno appena il cambiamento, perchè l’euribor di sei mesi fa era all’1,23%

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In poco più di quattro mesi dalla nascita, l’Arbitrato bancario e Finanziario, che ha debuttato ad ottobre 2009 ha trovato fiducia tra i clienti delle banche che hanno protestato per lo più sui rapporti con gli istituti in materia di mutui e conti correnti (80% dei ricorsi). Lo ha sottolineato Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d’Italia nel suo contributo in occasione del ventennale dell’Antitrust. Tarantola ha evidenziato che gli interventi per tutelare i consumatori trovano fondamento nei fallimenti del mercato, quando la concorrenza da sola non è sufficiente o ha effetti potenzialmente distruttivi. Nel 2009 la Banca d’Italia ha ricevuto 7.500 segnalazioni (+35%) su un totale di 85 milioni di rapporti bancari. Sono inoltre stati avviate 57 procedute sanzionatorie nei confronti di 46 banche e inviate 217 lettere di richiamo; gli agenti cancellati d’ufficio sono stati oltre 25 mila, e 200 i mediatori creditizi che hanno dovuto cessare l’attività.

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Secondo il report Economia e Mercati Finanziari-Creditizi redatto dall’Abi, all’inizio del 2010 è proseguita la fase di ripresa dei prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni, in un contesto dove il mercato immobiliare italiano sembra evidenziare diffusi segnali di miglioramento: lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori del settore, meno pessimistiche e più fiduciose nel ritorno di una più elevata domanda.Alla fine di gennaio 2010, in Italia, lo stock di mutui per l’acquisto di immobili ha superato i 282 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita di quasi il +7%, sui livelli di due anni prima. La dinamica di tali finanziamenti, infatti, dopo aver manifestato andamenti negativi nella seconda parte del 2008 e nei primi mesi del 2009, dall’inizio del secondo trimestre del 2009 ha intrapreso una fase di costante, seppur lenta, accelerazione. D’altra parte, nell’anno passato il trend di tali finanziamenti aveva risentito della fase di rallentamento del mercato immobiliare italiano: secondo i dati di cui si dispone, fonte Agenzia del Territorio/Nomisma, nel corso del 2009 si è registrato un rallentamento nel numero di compravendite di immobili, che ha riguardato tutte le diverse tipologie. In particolare, il numero di compravendite nel comparto “residenziale” stimato a 596.500 nell’intero 2009, avrebbe segnato una contrazione di circa 90.000 unità rispetto a quanto registrato nel 2008 e di circa 250.000 unità rispetto al picco delle 845.000 compravendite raggiunto nel 2006. Anche il comparto “non residenziale”, avrebbe segnato, nel 2009, una marcata contrazione: i poco oltre 59 mila immobili per attività economiche, rappresentano, infatti, 13.300 unità in meno rispetto al 2008 e 43.000 in meno rispetto al valore massimo che nel caso del “non residenziale” fu raggiunto nel 2002. Tornando alla dinamica dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di immobili, da un confronto internazionale, emerge come l’Italia risulti, in questa fase, leader in Europa: a gennaio il tasso annuo di crescita segnato dalle banche nazionali si posiziona, infatti, su un livello nettamente superiore a tutti i principali paesi europei. A fronte, infatti, di un incremento – come prima evidenziato – di quasi il +7% in Italia, si registra, sempre a gennaio 2010, una variazione pari a +1,8% nella media Area Euro (+1,3% un anno prima), pari a +3,9% in Francia (+6,6% un anno prima), pari a -0,2% in Spagna (+5,4% in precedenza) e pari a +1,3% in Olanda (-4,3% 12 mesi prima). Su valori prossimi allo zero è rimasto il trend di tali finanziamenti in Germania (da -0,9% a +0,3%).

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