Le  compravendite nel mercato immobiliare segneranno un aumento del 3,4% su base annua nel 2010. Lo dice il Censis, secondo cui l’incremento testimonia la fiducia delle famiglie italiane nel ‘’mattone’ nonostante il ridimensionamento del settore degli ultimi anni: dopo un lungo ciclo positivo dell’immobiliare (nel decennio 1997-2007 si è arrivati a scambiare più di 800mila alloggi l’anno), le compravendite di abitazioni nel 2009 erano scese infatti a quota 609mila case vendute. Secondo i dati del Censis, in questo momento, l’investimento in un immobile è considerato il canale preferibile per l’impiego dei risparmi familiari dal 22,7% degli italiani, contro il 21,8% che pensa che i risparmi vadano mantenuti liquidi sul conto corrente e appena l’8,5% che giudica preferibile acquistare azioni e quote di fondi di investimento. C’è poi un 39,7% di italiani per cui il problema ,purtroppo, non si pone, dato che dichiarano di non avere risparmi da utilizzare.

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Il settore residenziale degli usa ha visto crescere i prezzi a febbraio 2010. non succedeva da dicembre 2006, con indice interannuale. i dati sono forniti da s&p case shiller. in essi si evidenzia che nelle 20 principali città il prezzo delle case è aumentato dello 0,6% a febbraio, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso

leggermente in discesa invece l’indice mensile: rispetto a gennaio 2010 sono infatti scesi dello 0,1%, per la prima volta dopo 8 mesi di crescita intermensile. ma il dato interannuale è comunque il più importante

ricordiamo che, rispetto a giugno 2006, i prezzi sono scesi del 30%. da standard & poor’s parlano di chiari segnali di ripresa, ma ricordano che ancora bisogna avere cautela, visti l’imminente ritirata degli aiuti fiscali da parte del governo per l’acquisto della casa.

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Un moderato aumento del numero delle compravendite è previsto per il 2010, un 2% è il dato stimato.  A dirlo è studio della Banca Monte dei Paschi di Siena.

Inoltre si precisa che l’Italia negli anni passati era stata estranea a fenomeni speculativi sui prezzi delle case, a differenza di altri paesi, soprattutto anglosassoni, che quindi hanno subito una brusca correzione al ribasso. Sul fronte investimenti, le nuove abitazioni non supereranno la domanda reale di alloggi, nonostante un calo delle nuove costruzioni nell’ordine del 12%, contro il -19% del 2009, questo dato però potrà essere addirittura migliorato tenendo conto del piano casa.  In controtendenza il mercato delle abitazioni di lusso, che aumenta la quota sul fatturato totale del comparto immobiliare di circa tre volte nel periodo 2007-2008 grazie alla crescente domanda da parte di investitori esteri verso città d’arte e località turistiche italiane. In forte crescita anche la domanda di rustici e case di campagna, anche questi presi di mira da investitori stranieri: i prezzi di vendita dell’intero comparto sono cresciuti dal 1999 al 2009 ad un tasso medio annuo pari al 14,2%.

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Il mercato immobiliare Americano sembra lanciare dei segni di lieve ripresa, dopo la grande crisi economica mondiale.

In tutti gli Stati Uniti c’e’ stata una ripresa inaspettata, compravendite aumentate, tempi ristretti per cocludere l’affare e calo dei prezzi delle case.

Si pensava che gli strascichi della grande crisi perdurassero per molti anni, nel nuovo continente duramente colpito dalla crisi finanziaria, invece piccoli cenni di ripresa ci proiettano in un futuro incoraggiante.

Ricordiamo che alcuni appartamenti in quartieri prestigiosi venivano venduti a cifre simboliche a causa delle spese di gestione molto alte, e difficli da sostenere in un momento economicamente nero.

Se diamo un occhiata ai dati attuali, vediamo come le compravendite delle case negli Stati Uniti sono salite del 6,8%per un totale di 5,35 milioni di unita.

Sono stime ben superiori alla norma, infatti il calcolo fatto prevedeva ipoteticamente un calcolo di 5,25 milioni di unita’ vendute. Anche i tempi di compravendita sono calati, circa 7 mesi per concludere.

Bisogna pero’ tener presente un dato molto importante: i prezzi delle case sono calati, con un’ impennata in percentuale nel febbraio scorso.

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cannes Non è un paese per giovani. Ma per single, divorziati e vedovi sì. E anche per investitori. Cannes, la regina della Côte d’Azur, esibisce le sue vetrine sulla Croisette, gli abiti scollati da cocktail, i gioielli in riva al mare e le altissime ragazze in formato cirillico insieme a una ancor più nutrita schiera di signore incanutite accompagnate da cagnetti minuscoli, professionisti (molti italiani) botulinati e sportivi, pensionati con la fortuna di aver comprato qui diversi anni fa e di potersi godere, magari da un piccolo appartamento appollaiato nella zona antica del castello, tutte le stagioni. A portata di sole e portafoglio. Già, perchè a Cannes se gli appartamenti in prima fila e in zona Croisette sono ormai inarrivabili, la vita non è certo cara come a Milano o a Parigi. Secondo il sito drimki.fr il 32% dei residenti ha un’età compresa tra i 40 e i 65 anni e il 28% oltre i 65 anni, mentre il 16% si piazza tra i 25 e i 39 anni. Ben il 39% della popolazione è rappresentato da pensionati, con un reddito medio lordo annuo di circa 30mila euro, che corrisponde anche al reddito medio annuo dei residenti. Quanto alle zone, quelle con reddito medio più elevato sono quelle di Mougins, con una media di 45.760 euro l’anno e un’età media di 39 anni, seguita da La Roquette-sur-Siagne, con 42.610 euro e una percentuale di proprietari di case del 70 per cento. Ma, in tutto questo, la percentuale di stranieri residenti è solo del 10 per cento. «Con la legge Scellier (che agevola fiscalmente i proprietari di nuovi immobili dati in locazione, ndr) il mercato degli immobili nuovi nella Costa Azzurra, e anche a Cannes, è diventato prevalentemente un mercato di investitori – sottolinea Bertrand Catania, direttore generale di Nexity Costa Azzurra –. È un mercato dinamico, in cui permane tuttavia uno scostamento tra domanda e offerta in termini di prezzo». Per Nexity, facendo riferimento all’area Cannes, Mandelieu, Le Cannet, Théoule, sul nuovo il prezzo medio richiesto nel quarto trimestre 2009 è stato di 7.600 euro al mq, a fronte di un prezzo medio effettivo di vendita di 6.450 euro al mq. A fronte di circa 400 “pezzi” in vendita a fine 2009, ne sono stati acquistati 150.

«Circa il 30% dell’offerta si situa tra 6mila e 8mila euro al mq – dice Catania – e circa il 20% sopra gli 8mila euro. Ma sulla Croisette non si scende sotto il 10mila al metro». Insomma, comunque un mercato per patrimoni di un certo peso, anche se i quartieri non appetibili per la clientela internazionale abbassano poi il prezzo medio della città a 4.200 euro al mq (fonte, Fnaim). Impiegati e lavoratori in genere con budget limitati si concentrano a La Bocca, Cannet, Vallergues, con prezzi intorno ai 3mila euro al metro quadrato. Se proprio questo mercato ha sofferto parecchio la crisi, il settore del lusso non si è mai fermato. Creando un mercato a due velocità e una grossa spaccatura. «I prezzi si sono stabilizzati e dopo un inverno in cui i compratori italiani sono rimasti alla finestra, ora ricominciano a comprare – spiega Vincenzo Marchesini (che non ha rapporti di parentela con chi scrive, ndr), fondatore di Capitalmarket –. Ma vediamo o richieste su tagli fino a 200mila euro, oppure ci si sposta di colpo sul milione». Insomma, quello che è mancato in tutto il periodo della crisi è il mercato della fascia di prezzo dai 300 ai 700mila euro. «Proprio il segmento su cui oggi è possibile fare i migliori affari», riassume Marchesini. Cosa comprare? Posto che a queste cifre non si compra nulla sulla Croisette, con 400mila euro l’operatore individua grandi bilocali o piccoli trilocali (dai 60 ai 70 mq) nella fascia centrale di Rue d’Antibes o nelle strade all’interno della Croisette (almeno 200 metri), ma anche a Basse Californie e, per stare più vicini al mare, a Palm Beach (senza affaccio). «Con 600mila euro si trovano appartamenti di 80-90 mq con ampie terrazze e a Basse Californie anche con la vista mare». Sempre più richiesto, poi, il Suquet, l’area del castello piena di ristorantini e negozietti, dove si trovano bilocali da 250-280mila euro e bei trilocali, anche con vista, sui 450-550mila euro. E con un bel po’ di vita. Il tutto a pochi passi dal Palais des Festivals, attorno a cui, a Cannes, tutto ruota.

Fonte: ilsole24ore.it

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Posizione attraente e grandi affari. Prezzi in ripresa (erano sotto -51%). Vendite e affitti di condomini aumentano a South Beach. Chi visionò ma poi preferì non comprare il complesso Caribbean sull’Atlantico, ora si morde le mani.

Nonostante offra una vista unica sull’Oceano Atlantico e una serie di strutture extra di lusso come una cantina di vini e un umidificatore per sigari, il complesso di condomini Caribbean a Miami Beach fino all’estate scorsa sembrava solo una delle tante vittime della crisi che ha colpito il mercato immobiliare del sud della Florida. Ci sono state persone interessate a tutte e 103 le unità abitative del complesso, che comprende un piccolo edificio Art Deco completamente rinnovato e una nuova torre di vetro, ma solo 14 di loro hanno espresso l’intenzione di chiudere l’operazione. Gli altri alla fine se ne sono andati via con la caparra e la coda tra le gambe. Il Caribbean, all’angolo tra la 37ma strada e Collins Avenue, ha portato ingenti perdite ai suoi creatori, Christa Development of Victor e Bluerock Real Estate, e al suo mutuante, Corus Bankshares di Chicago. Allo stesso tempo, tuttavia, ha significato un buon profitto per un altro investitore nel real estate Melohn Properties, che ha assunto il controllo della proprieta’ dopo aver comprato il mutuo da Corus per $127.7 milioni, ad agosto dell’anno scorso. Melohn ha dovuto sborsare meno della meta’ del valore di facciata del mutuo, secondo quanto si legge sul New York Times.

Ci sono solo 15 unità immobiliari rimaste al Caribbean. Originariamente messi in vendita al prezzo di circa $1100 per piede quadrato, i condomini del complesso ora costano in media $600 per piede quadrato, con quelli al piano più alto con terrazze da sogno che valgono $750. La maggior parte degli acquirenti ha pagato la quota in contanti e tutti hanno intenzione di utilizzare i condomini per se’. Peter Zalewski, proprietario di Condo Vultures, una societa’ di brokeraggio specializzata nella vendita di unita’ in blocco, ha riferito al quotidiano newyorchese che una decina di altri investitori ha chiesto informazioni sul complesso immobiliare di Caribbean, ma che avrebbero poi preferito soprassedere. “Ora hanno tutti dei rimpianti”. Anche se il mercato del mattone a Miami continua a navigare in acque agitate, non è più moribondo. Stando a quanto riferito al New York Times dagli specialisti del settore, l’attività è in ripresa, anche se gli acquirenti che hanno intenzione di vivere nelle abitazioni sono per lo piu’ interessati alle proprietà di lusso situate nelle località migliori. Robert Kaplan, dell’Olympian Capital Group, una banca di investimento nel real estate di Miami, fa sapere che nonostante il complesso Caribbean sia a nord della località balneare di South Beach, la sua vista sull’oceano e la costruzione molto solida e affascinante lo rendono attraente. Jack McCabe, consulente immobiliare della Florida, ha reso noto che gli affitti sono calati così tanto che un nuovo condominio da 1200 piedi quadrati potrebbe essere preso in prestito per soli $1200 al mese, meno di quanto costi ai proprietari coprire tutte le spese. Il mini-boom non è molto salutare per il mercato in generale, ma il flusso in entrata di affittuari significa che downtown Miami non e’ piu’ una città fantasma. Ci sono sempre piu’ luci e nuovi bar e ristoranti stanno sorgendo. Tra i motivi della ripresa anche il fatto che sia Fannie Mae che Freddie Mac, due agenzie governative che erogano mutui, hanno allentato le restrizioni imposte, che complicava, limitandole, le attività di prestito e le operazioni di acquisto.

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pechino Secondo quanto dichiarato dall’Istituto Nazionale di Statistica cinese, i prezzi delle proprietà immobiliari residenziali e commerciali in Cina sono cresciuti dell’11,7% durante il mese di marzo rispetto ai livelli riscontrati nel corso dello stesso periodo dell’anno precedente. Nel più popoloso Paese asiatico, pertanto, i valori del real estate locale hanno toccato nuovi record, con prospettive di ulteriore crescita nel breve e nel medio termine.

Gli analisti hanno commentato i dati esprimendo per lo più delle opinioni negative, e ribadendo come a questo punto si faccia sempre più probabile un ulteriore aumento dei tassi di interesse nel corso delle prossime settimane. Alcuni osservatori esprimono invece posizioni ancor più nette, ribadendo come Pechino debba utilizzare tutte le proprie armi in materia di politica monetaria, e non solo attraverso tassi di interesse di riferimento più elevati dell’attuale.

Ci dobbiamo aspettare l’ennesima bolla immobiliare?

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Fotolia_7660227_L Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che nel mese di marzo i nuovi cantieri residenziali sono aumentati dell’1,6% a 626 mila unità, superiori alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 610 mila unità. In crescita anche le licenze edilizie che salgono del 7,5% a 685 mila unità, ben migliori delle aspettative degli economisti fissate su un valore pari a 630 mila unità.

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