
L’inflazione ad aprile è salita al +1,5% annuo dal +1,4% registrato a marzo. Si tratta del maggior incremento tendenziale da febbraio 2009. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare, precisando che su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,4%. Sempre in base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo come saldi e promozioni, ha registrato a marzo un incremento dell’1,6% rispetto ad aprile 2009 (record da dicembre 2008), e del +0,9% rispetto a marzo 2010. Per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi hanno riguardato i prezzi dei trasporti (+1,2%), dei servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%). Variazioni nulle su base mensile, invece, per l’abbigliamento, le calzature e le comunicazioni. Gli incrementi più elevati su base annua si sono registrati nei capitoli trasporti (+5,4%), altri beni e servizi (+2,8%), e istruzione (+2,5%). Prezzi stabili per i servizi sanitari, mentre variazioni annue negative si sono registrate per le comunicazioni (-0,7%) e per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%).
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Compravendite di unità immobiliari in calo nel terzo trimestre 2009 del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2008. Lo comunica l’Istat. La flessione maggiore c’è stata per le compravendite di immobili per utilizzo commerciale-imprenditoriale (-15,9%), mentre le compravendite di immobili ad uso residenziale sono diminuite del 10,1%. Come nei primi due trimestri del 2009 il calo maggiore è stato registrato dalle compravendite di immobili ad uso economico.
















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La quota di profitto delle società non finanziarie è diminuita nel 2009 dell’1,8% rispetto al 2008.
Lo comunica l’Istat, precisando che si tratta del livello più basso a partire dagli anni ‘90.
Questo calo deriva da una diminuzione del risultato lordo di gestione del 9,5% e da un calo del valore aggiunto del 5,4%.
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Nel corso del 2009 la popolazione ha continuato a crescere raggiungendo i 60 milioni 387 mila residenti al 1° gennaio 2010, con un tasso di incremento del 5,7 per mille. la popolazione in età attiva mostra un incremento, perlopiù frutto delle migrazioni dall’estero, di circa 176 mila unità, giungendo a rappresentare il 65,8% del totale
I giovani fino a 14 anni di età aumentano di circa 53 mila unità e rappresentano il 14% del totale. le persone di 65 anni e più risultano in aumento di 113 mila unità e sono giunte a rappresentare il 20,2% della popolazione
I cittadini stranieri sono in aumento e costituiscono il 7,1% del totale. la dinamica migratoria è ancora una volta determinante ai fini della crescita demografica. il saldo migratorio netto con l’estero è pari al 6,4 per mille, mentre il saldo naturale è negativo e pari a -0,3 per mille, a causa di un aumento dei decessi in presenze di una diminuzione delle nascite rispetto al 2008
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Nel famoso e spesso contestato paniere di beni e servizi che l’ISTAT utilizza per calcolare l’inflazione entrano badanti, smartphone e voli low cost nazionali. escono i fiammiferi e le lampadine incandescenti
Il nuovo paniere per il 2010 contiene 521 prodotti rappresentativi, 9 in meno rispetto al 2009. poiché molte posizioni comprendono più prodotti, il numero di beni e servizi inclusi aumenta a 1.206 da 1.143
Oltre alle badanti, che ISTAT classifica come collaboratrici familiari con compiti di assistenza alla persona, entrano gli "interventi medici in regime privatistico" come i parti in clinica
escono invece le lampadine ad incandescenza, dichiarate illegittime dalla commissione europea per il loro impatto ambientale, i fiammiferi e gli orologiai
ISTAT ha rivisto anche la struttura di ponderazione delle voci. il capitolo che aumenta maggiormente di peso è "ricreazione, spettacoli e cultura", mentre il ridimensionamento maggiore riguarda i trasporti
da gennaio, inoltre, l’ISTAT ha eliminato la rilevazione trimestrale, che si usava per alcuni prodotti come gli affitti. tutti i beni e i servizi vengono quindi monitorati con cadenza bimensile o mensile. in alcuni casi anche due volte al mese.
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