La compravendita di uffici in Europa ha fatto segnare una crescita dell’8% nei primi tre mesi del2010, vale a dire un segno + per il secondo trimestre consecutivo. a dirlo il report “european markets” elaborato da bnp paribas real estate, l’ufficio studi immobiliari del gruppo finanziario bnp paribas
quasi tutti i mercati europei hanno registrato un volume di vendite superiore a quello di un anno fa. per quanto riguarda gli investimenti immobiliari l’Europa ha subito un incremento del9% nel primo trimestre dell’anno. tuttavia gli indizi di ripresa no si percepiscono allo stesso modo in tutti i paesi, e si può parlare, secondo l’ufficio studi, di un mercato europeo a due velocità
clima economico: tutto questo in un clima economico che comincia a migliorare in questo inizio del 2010, con il regno unito fuori dalla recessione dal quarto trimestre del 2009 e la zona euro che comincia a recuperare terreno ad un ritmo moderato. stando al report la ripresa economica è probabile che continui ad essere debole e soprattutto non omogenea a segnare la crescita sono stati tutti i segmenti immobiliari terziari, che hanno superato i peggiori trimestri, e all’inizio del 2010 hanno apportato anche alcuni risultati positivi
l‘european investment market index di bnp, ha analizzato come gli investitori stanno tornando a i mercati immobiliari con lo scopo di approfittare delle opportunità che si stanno presentando, specialmente nei segmenti prime, che sembrano cominciare a superare il loro momento peggiore. per quanto riguarda gli yeld prime degli uffici si mantengono stabili a Francoforte, Madrid, Milano e munich
in generale il rapporto dice che la crescita della compravendita di uffici in quasi tutti i mercati europei è stata superiore a quella che si registrava un anno fa, nonostante non si sia tornati a raggiungere i buoni risultati nel quarto trimestre 2009. le imprese, infatti, ancora soffrono della crisi economica e non stanno creando posti di lavoro, anzi, in alcune imprese si sta ancora licenziando
di conseguenza, la crescita della compravendita di uffici, che continuerà ad essere favorita principalmente dalla RI localizzazione che le aziende attuano per i ridurre i costi, non tornerà ad essere stabile per alcuni mesi. i rendimenti prime sono cresciuti significamente di un 3,9%, ma nonostante questo, i rendimenti medi sui mercati no prime continuano a decrescere
le previsioni secondo il rapporto questi dati confermano che il 2010 sarà l’anno della stabilizzazione. i segmenti immobiliari hanno iniziato a riprendersi lentamente dopo i ribassi registrati nel 2009. tuttavia, il panorama economico non è ancora tornato alla normalità e il cammino verso un recupero totale è ancora pieno di difficoltà
Articolo visto su idealista.it
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Quali sono le migliori città dove investire in immobili?
Tra le prime 10 senza dubbio vi è Milano. Ad affermarlo è l’indagine Emerging Trends in Real Estate Europe 2010 pubblicata dall’istituto ULI (Urban Land Institue) e da PricewaterhouseCoopers. L’indagine, che ha raccolto il parere di 600 diversi operatori del mercato immobiliare ha messo in luce che il settore immobiliare europeo sta attraversando un lieve miglioramento, soprattutto grazie alla distensione creditizia e alla stabilizzazione dei valori immobiliari. Ma passiamo ai dati inerenti l’Italia. Milano è migliorata nelle prospettive d’investimento, salendo dal 18esimo al sesto posto per valore di asset esistenti. Tuttavia alcuni intervistati hanno messo in discussione l’effettiva stabilità del mercato italiano, che sembra scontare con ritardo le notizie negative; inoltre hanno criticato la carenza di immobili di primaria qualità. A Milano e Roma la maggior parte degli edifici adibiti ad uffici sono collocati nel centro storico e vengono definiti “obsoleti”. A Milano gli investimenti si concentrano nel mercato retail, per quanto riguarda le nuove acquisizioni. Nel 2009 le transazioni sono state in numero
limitato ed emergono opinioni discordanti circa la probabile evoluzione nel 2010. A Roma il mercato immobiliare è fortemente influenzato dal ruolo della pubblica amministrazione, in quanto buona parte degli edifici in locazione sono utilizzati da ministeri o altri enti governativi. La capitale si colloca meglio nella classifica dei portafogli esistenti (nono posto) rispetto a quella delle nuove acquisizioni (14esimo). Per quanto riguarda le iniziative di sviluppo, si colloca al quindicesimo posto, con un leggero peggioramento rispetto al 2009.
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E’ possibile fare affari redditizi senza esporsi ad eccessivi rischi, ad esempio puntando sul mattone, nonostante la crisi di questi ultimi anni e nonostante le incertezze riguardo le previsioni sulla forza e i tempi della ripresa economica e dei mercati immobiliari e finanziari di tutto il mondo? Porre la domanda in questi termini significa non avere ancora compreso, all’alba del XXI secolo, il significato e il funzionamento della finanza. Eppure in fondo come stiano le cose lo aveva già spiegato Michael Douglas nel celebre film di Oliver Stone,Wall Street, con la battuta: “Qualcuno vince, qualcuno perde. Il denaro di per sè non si fa né si perde. Semplicemente si trasferisce da un’intuizione ad un’altra”.
Nel caso specifico se volete guadagnare con un immobile occorrono dunque alcuni elementi: anzitutto occorre disporre di capitali adeguati, poi serve individuare un operatore con le competenze e la rete di contatti idonea per risolvere le vostre esigenze, esigenze che variano in base alla tolleranza che ciascun investitore ha del rischio e pertanto in base all’attesa di rendimenti.
Ma nel concreto, avendo a disposizione da 1 a 10 milioni di euro da investire per ottenere tassi superiori a quelli di un titolo di stato, possibilmente su scadenze non eccessivamente lunghe, su cosa si può puntare oggi? Affaritaliani.it l’ha chiesto ad Alberto Orrù, che dopo precedenti esperienze presso Morgan Stanley in Italia ha fondato a Londra InveStartOne , broker immobiliare con sede a Londra ed attivo sul mercato londinese e statunitense (Miami).
“Il nostro mestiere consiste nel trovare strumenti finanziari che ‘vestano’ il rischio accettato dai nostri clienti, per il 50% italiani e per il resto in prevalenza russi, arabi ed ebrei”. Per chi vuole ottenere buoni investimenti non esistono che due strade, spiega Orrù: “La prima via è quella di puntare su immobili contraddistinti da buoni rendimenti in termini di affitti”.
fonte: affaritaliani.it
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Nella tradizione degli italiani, gli immobili vengono acquistati generalmente per essere adibiti a prima abitazione o al limite come seconda casa dove trascorrere le vacanze.
Al contrario di quello che accade, investire in immobili, acquistandoli e poi immettendoli di nuovo sul mercato in tempi brevi, è un ottimo sistema per guadagnare in maniera rapida e veloce.
Non è necessario disporre di grosse somme, si puo’ far conto anche su mutui o prestiti.
E’ invece FONDAMENTALE, trovare immobili con prezzi scontati, e che siano rivendibili in tempi brevi. Esistono infatti situazioni dove chi vende casa ha bisogno di realizzare velocemente per svariati motivi(liquidità,ha comprato un’altra casa etc etc )
Una volta acquistato l’immobile, si puo’ immediatamente metterlo sul mercato, magari dandogli una veloce rinfrescata, realizzando così il proprio guadagno in tempi relativamente brevi.
Naturalmente dobbiamo tenere conto di un paio di aspetti fondamentali, il prezzo dell’immobile che acquistiamo deve essere inferiore al prezzo medio di mercato, le tasse che si pagano per l’acquisto, e la plusvalenza sulla rivendita.
Il nostro investimento comunque sarà di gran lunga superiore al rendimento attuale dei Bot, o di qualsiasi altro investimento finanziario.
Il supporto di un’agenzia immobiliare, seria, in questi casi può facilitare l’operazione.
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Aviva Investors, uno dei principali gestori del real estate in Europa (a livello globale gestisce oltre 21 miliardi di sterline), invita gli investitori a considerare con un cauto ottimismo il settore immobiliare nel corso del 2010. «Si è indubbiamente verificata una significativa ripresa delle condizioni del mercato immobiliare rispetto all’inizio del 2009, quando le previsioni erano costantemente negative», spiega Ian Womack, responsabile del real estate di Aviva Investors.
«Gli investitori che nel 2008 hanno venduto asset in maniera attiva hanno rafforzato i bilanci e ora hanno smesso di vendere» oppure si sono messi a cercare qualche opportunità d’acquisto. Gli investitori istituzionali hanno inoltre iniziato a percepire i vantaggi dei valori in miglioramento nel settore degli immobili commerciali rispetto ai pronunciati cali degli ultimi due anni.
Fonte: il giornale.it
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