
L’amministrazione Obama stanzia ulteriori aiuti a sostegno del mercato immobiliare. Si tratta di 3 miliardi di dollari. I fondi saranno destinati ai proprietari di immobili disoccupati che rischiano il pignoramento della casa. Il Tesoro mettera’ a disposizione 2 miliardi per i 17 stati americani che hanno un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. Un altro miliardo andra’ invece al programma avviato dal Dipartimento per lo sviluppo urbano e immobiliare.
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La situazione della Grecia che sembrava “risolta” dopo le ultime decisioni della BcE in merito ai prestiti ed agli aiuti da fornire all’economia ellenica, rimane un fardello pesante che l’economia europea si porta dietro e che gioca un ruolo fondamentale nel sentiment del mercato che reagisce sempre negativamente ad ogni rumors. La paura del mercato rimane ovviamente la possibilità che la crisi greca trascini con se tutte quelle economie dell’ unione che da tempo non navigano in acque tranquille: esemplificativa in tal senso è stata la reazione del mercato ai dati diffusi dall’Eurostat riguardo le stime al rialzo sui rapporti deficit/Pil 2009 delle economie europee.
Il dollaro ha così approfittato del momento di debolezza dell’euro ed ha ampliato il movimento ribassista nel cross con l’Euro “cavalcando” la notizia dell’incremento inaspettato della vendita di case esistenti (5.35M contro i 5.01M della rilevazione precedente); la reazione del mercato in questo caso non stupisce poiché il settore immobiliare ha sempre giocato un ruolo da protagonista nella recente crisi economica ed un segnale di ripresa in questo campo rappresenta un segnale da non sottovalutare.
Da non sottovalutare neanche il discorso di Obama che ha spazzato via i dubbi riguardanti l’avvio della riforma finanziaria atta a prevenire il ripetersi di nuovi catastrofi finanziarie ed a fornire nuovi e più efficaci strumenti al governo: ieri nel discorso a New York, il presidente degli Stati Uniti ha confermato il superamento dell’empasse politica tra liberali e democratici e l’accordo bipartisan sul capitolo più controverso riguardante la regolamentazione dei derivati.
Inizia oggi il meeting del G20 su cui non sono riposte molte aspettative dal mercato visto l’esito e la consistenza delle decisioni prese negli ultimi incontri.
A livello tecnico il cross Eur/Usd sembra essere arrivato ad un punto critico e dopo aver testato i minimi a 1.3204 sarà interessante capire se la forza del dollaro sarà sufficiente a sfondare i supporti ed a proiettare il cross fino ai minimi di marzo 2009 a 1.2454.
Interessante anche la situazione sul cable che sembra pronto per un inversione di tendenza dell’ultimo periodo che dovrebbe riportare il cross fino a 1,4950.
















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Dopo una fase di stallo, il mercato immobiliare italiano è in ripresa e il settore delle nuove costruzioni è sicuramente uno degli elementi trainanti di questo processo. Secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, nel solo 2009 le richieste per gli appartamenti di nuova costruzione è salita del 18%, complici una maggiore facilità ad ottenere il mutuo per questa categoria di immobili, una disponibilità da parte dei costruttori a concedere prezzi più vantaggiosi e, in sintesi, una maggiore efficienza energetica dell’immobile nuovo rispetto ad uno usato.
Gli italiani scelgono sempre più di acquistare la loro prima casa in uno stabile appena costruito o addirittura su progetti ancora su carta.
Le ragioni sono diverse, ma per lo più riconducibili a un vantaggio nel rapporto qualità/prezzo. Altra ragione fondamentale è che, per l’acquirente di un immobile di nuova costruzione, l’accessibilità ad un mutuo di valore importante si semplifica; se su un immobile usato gli Istituti di credito sono disposti a finanziare mediamente fino ad un massimo del 53% del valore, negli immobili di nuova costruzione si arriva al 61%.
Chi compra un immobile nuovo, lo fa soprattutto per l’acquisto della prima casa (44%) o in sostituzione di essa (33%). E ben il 18% degli acquisti di questo settore viene fatto per investimento. Nella maggioranza dei casi, gli acquirenti che richiedono il mutuo per una casa di nuova costruzione, desiderano un finanziamento che copra fino al 40% del valore della casa (35% dei casi). Ma è sorprendente vedere come il 25% degli acquirenti di immobili nuovi dichiara di non aver bisogno del mutuo.
Dallo studio effettuato da Gruppo Immobiliare.it risulta che in Italia le richieste di case nuove sono cresciute del 18%. Se si guarda poi al dettaglio delle diverse aree geografiche, si nota che il dato sale maggiormente al Nord Est, dove la percentuale di richieste è aumentata del 17%. A livello di singola città, Torino primeggia su tutte, mostrando un aumento del 21% nella ricerca di immobili nuovi, a seguire troviamo Milano e Verona che registrano un 19% e di poco distaccata Padova, dove il dato è cresciuto del 17% . Napoli è la città dove l’interesse è cresciuto di meno e che ha registrato solo un aumento dell’5% della domanda di case nuove.
Se si guardano poi i dati riferiti alla grandezza dell’immobile si vede che, quando acquistano un immobile di nuova costruzione, gli italiani scelgono nel 38% dei casi i 2 vani. Da questo elemento è evidente un altro punto di forza delle Nuove Costruzioni, l’ottimizzazione degli spazi. La disposizione degli spazi pensata in modo efficiente permette di sfruttare più spazio anche su una superficie piccola.
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È pur vero che l’erba del vicino è sempre più verde, ma quando si leggono i risultati delle classifiche europee l’Italia non fa mai una brutta figura. Anzi, in tempi di crisi è riuscita anche a tirare la volata ad altri Paesi. È successo grazie a Milano: il capoluogo meneghino è, infatti, entrato nella top 10 delle migliori città del Vecchio Continente per gli investimenti immobiliari.
È quanto emerge dall’ultima indagine sul settore “Emerging Trends in Real Estate Europe 2010” pubblicata dall’Uli (Urban Land Institue), un’organizzazione no-profit del settore, in collaborazione con PricewaterhouseCoopers. Una ricerca che, va detto, comprende le previsioni di più di 600 rappresentanti di settore, compresi i dirigenti di società immobiliari e i creditori.
Sfogliando il rapporto, si scopre che Monaco di Baviera resta il miglior mercato dove investire sul mattone, seguito da Amburgo, Parigi, Londra e Vienna. In queste città, infatti, resta elevatissima la propensione degli investitori per le nuove acquisizioni.
Ma nell’ultimo anno, è risultato conveniente e fruttuoso investire anche in Lombardia che continua, di fatto, a rappresentare una delle Regioni più ricche d’Europa in base al Pil. E così, proprio all’ombra della Madonnina, la solidità dei settori dell’edilizia, dei servizi e del commercio hanno portato a un duraturo clima di fiducia da parte degli investitori.
In particolare, nel 2010 Milano è migliorata nelle prospettive d’investimento, salendo dal 18° posto al 6° posto per valore di asset esistenti ed è risultata al 9° posto per le nuove acquisizioni.
Un bel balzo in avanti con alcune precisazioni. Tra i seicento intervistati – si legge nel rapporto – molti hanno tuttavia messo in discussione l’effettiva stabilità del mercato italiano, che sembra scontare con ritardo le notizie negative e criticato la carenza di immobili di primaria qualità in Italia.
Inoltre Milano paga ancora caro lo scotto della sua strutturazione immobiliare: la città, infatti, offre agli investitori edifici “obsoleti” e condizionati territorialmente, poiché la maggior parte si trova nel centro storico.
Ancor più complesso il giudizio su Roma, il cui mercato immobiliare è fortemente influenzato dal ruolo della pubblica amministrazione, in quanto buona parte degli immobili viene utilizzato da ministeri o altri enti governativi.
Fattori che fanno collocare la Capitale meglio nella classifica dei portafogli esistenti (9° posto) rispetto a quella delle nuove acquisizioni (14° posto). Per quanto riguarda invece le iniziative di sviluppo, la città Eterna si colloca al 15° posto, con un leggero peggioramento rispetto al 2009.
Cosa aspettarsi dal futuro? Il rapporto evidenzia che nel 2010 il settore europeo del Real Estate vedrà qualche miglioramento, a patto che la morsa creditizia delle banche sugli inventori si allenti un po’. Ovviamente la crisi che si è abbattuto sul settore immobiliare ha lasciato strascichi profondi con un evidente clima di insicurezza che caratterizza gli scenari dei prossimi anni.
fonte: leonardo.it
Barack Obama ha presentato ieri a Las Vegas un programma da 1,5 miliardi in aiuto alle famiglie più colpite dalla crisi del mercato immobiliare.
Il Nevada, e in particolare l’area della capitale del gioco d’azzardo, sono state tra le aree che più hanno sofferto. Al nuovo piano di Obama, presentato dal presidente americano oggi in un incontro con il pubblico a Henderson, potranno partecipare gli stati che hanno subito un calo di oltre il 20% del valore dei prezzi delle case. Oltre al Nevada, si tratta di Arizona, California, Florida e Michigan. "Il governo non può risolvere da solo i problemi del mercato immobiliare, ma può aiutarlo a stabilizzare la situazione", ha detto Obama.
Nell’incontro Obama ha ribadito il suo sostegno al senatore del Nevada Harry Reid, uno dei bersagli principali dei repubblicani per le elezioni di novembre. La tappa di Las Vegas è anche importante perché Obama ha mostrato una certa tendenza a riferirsi alla città come simbolo di spese imprudenti, facendo infuriare il sindaco e provocando anche i rimproveri dello stesso Harry Reid.
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Comprare casa a Venezia o a Roma e’ diventato un lusso, anzi un extra-lusso: nel 2009, in centro, un immobile e’ arrivato a costare in media 9.570 euro al metro quadro nella citta’ lagunare e 8.000 euro al mq nella Capitale. E’ uno dei risultati del Borsino immobiliare di Confedilizia che rileva ogni semestre i valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo di 103 province (47 città del Nord, 24 del Centro e 32 del Sud). Dopo Venezia e Roma, segue Milano dove, in centro, le quotazioni sono di 7.570 euro al mq.
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Le spese per la casa degli studenti fuori sede sono un problema. per abbattere i costi degli affitti l’inpdap, l’istituto previdenziale per i dipendenti pubblici, lancia il “nonno house“:
i pensionati pubblici potranno mettere a disposizione una stanza del loro appartamento a uno studente in cambio di un contributo da parte dell’istituto per poter partecipare a questo progetto, bisogna essere figli di dipendenti pubblici e, a loro volta, i pensionati devono essere appartententi all’ente
in piena polemica sui bamboccioni, con il ministro brunetta che propone (solo verbalmente) di defiscalizzare gli affitti per i giovani, il nonno house può aiutare a porre fine allo sfruttamento impune degli universitari
si calcola che una stanza a roma può arrivare anche a 700 euro e a milano non è raro trovare annunci per 600 euro. spesso poi i contratti d’affitto agli studenti sono in nero e non vengono neppure dichiarati
Fonte: idealista.it
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Molto pubblicizzati fino al 2007, i mutui che si spingono oltre l’80% sono ormai quasi scomparsi dal mercato bancario.
Solo pochi istituti che lo concedono ancora.
La strategia del mutuo al 100% in questa fase di mercato puo’ aiutare, soprattutto le giovani coppie che potrebbero evitare l’affitto, pagando una rata di mutuo oggi molto conveniente.
Inoltre oggi esiste la possibilità oltre al mutuo con il tasso fisso, il mutuo con il CAP, cioè la possibilità di fissare un tetto massimo per il tasso d’interesse.
Evitando così di piombare nel panico ogni volta che la BCE aumenta l’Euribor.
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