L’Ance spiega che a quasi due anni dal lancio del programma nazionale per l’housing sociale finalmente sono state sbloccate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze le risorse destinate a finanziare le linee di intervento previste dal Piano casa. E’ stata, infatti, annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) l’imminente pubblicazione del decreto che assegnerà circa 377 milioni di euro alle Regioni dando così avvio alla vera e propria fase operativa del Piano casa. Le Regioni, nei successivi 180 giorni dalla pubblicazione del decreto di ripartizione dei fondi, dovranno inviare al MIT le proposte di programma formulate dagli enti locali in coerenza con la programmazione regionale delle politiche abitative e dello sviluppo del territorio.

Nell’ambito delle proposte di intervento, che dovranno essere finalizzate alla realizzazione di programmi integrati di edilizia residenziale anche sociale e di riqualificazione urbana, potranno aggiungersi anche ulteriori risorse provenienti da privati ovvero dagli enti locali.

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E’ arrivato l’accordo sull’housing sociale milanese, vale a dire la garanzia che verranno costruiti 22 mila alloggi destinati all’affitto o alla vendita con criteri prestabiliti.

Così, dopo il lungo iter a suon di emendamenti della maggioranza e dell’opposizione, il piano del governo del territorio ha trovato la prima quadra promettendo di sanare il bisogno abitativo del ceto medio l’housing sociale, prevede quattro categorie: affitto sociale, affitto calmierato, affitto per futura vendita, la vendita convenzionata o sovvenzionata. insomma, non vere e proprie case popolari, ma abitazioni i cui prezzi saranno calmierati per il ceto medio-basso, quello che non rientra nell’assegnazione degli alloggi pubblici ma che non potrebbe comunque permettersi un affitto o l’acquisto della casa a prezzo di mercato

nelle aree scelte i costruttori saranno obbligati a destinare il 0,35% delle costruzioni all’housing sociale, secondo le quattro tipologie stabilite

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Si chiama “Abitare sostenibile in Piemonte” il fondo immobiliare etico promosso da Regione Piemonte e nove fondazioni bancarie (Compagnia di San Paolo, che interviene con una quota rilevante, Fondazione CR Cuneo, CR Asti, CR Torino, CR Biella, CR Fossano, CR Alessandria, Cr Saluzzo, Cr Vercelli) che mira non al massimo rendimento per gli investitori ma alla finalità sociale di alleviare l’attuale emergenza abitativa costruendo abitazioni che saranno affittate a prezzi del 25-30% inferiori rispetto a quelli di mercato.

L’investimento previsto iniziale è di 45 milioni di euro, al quale la Regione contribuisce con 2,5 milioni. Altro partner dell’iniziativa è la Cassa Depositi e Prestiti.

Il nuovo strumento – presentato durante un convegno sull’ housing sociale svoltosi il 4 febbraio a Torino nel Museo regionale di Scienze naturali – sarà rivolto alla cosiddetta “fascia grigia” della popolazione: coppie giovani, pendolari, immigrati, studenti, ma anche anziani e single che nell’attuale congiuntura si trovano in difficoltà economica. Due le tipologie di contratto previste: locazione di lunga durata con canone differenziato a seconda del reddito e locazione mirata all’acquisto futuro, nella quale si pagherà una quota finalizzata al riscatto dell’immobile dopo almeno 12 anni.

La presidente della Regione ha puntualizzato che l’iniziativa “è un ulteriore tassello nel complesso programma a favore dell’edilizia residenziale, che ha portato al finanziamento di 8.800 alloggi nell’ambito del Programma casa: in particolare, interveniamo a favore di una fascia di popolazione che non è in grado di sostenere per svariate ragioni i prezzi del mercato degli affitti e non può accedere, avendo un reddito più elevato, alle case popolari.

Il risultato sarà forse anche quello di calmierare gli affitti, attualmente non più alla portata di moltissime famiglie. E il fondo sarà una fonte di rendimento modesto ma sicuro che potrebbe risultare interessante per i risparmiatori”.

“La partecipazione regionale al fondo – ha continuato l’assessore alle Politiche territoriali – integra le già numerose iniziative sviluppate negli ultimi anni in ambito di edilizia sociale, rappresenta una ulteriore risposta etica e concreta della Regione proprio alle nuove criticità dettate dal crescente disagio abitativo e si sviluppa come nuova modalità per incrementare il livello degli investimenti nel settore dell’housing sociale”.

Dal convegno è emerso che l’housing sociale rappresenta un’opportunità per la riqualificazione urbana: sono stati analizzati esempi virtuosi in cui accordi tra enti privati, cooperative di cittadini e Comuni, promuovono la realizzazione di nuovi quartieri sperimentali mediante il ricorso a sistemi costruttivi, materiali e tipologie innovativi.

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Quando pensiamo alle case popolari la prima immagine che viene in mente è quella dei casermoni di cemento. ma a Milano hanno deciso che si può fare qualcosa di diverso: case in legno composte di strutture modulari. i costi si abbattono e i tempi si azzerano, visto che in tre mesi sono pronte

gli appartamenti, dai 60 ai 120 metri quadrati, saranno impilati come delle scatole su tre piani. ogni edificio avrà circa venti appartamenti, con box e terrazzi. se avrà successo sarà una piccola rivoluzione nel mondo dell’edilizia economica e potrebbe diventare un progetto guida del social housing

il primo esperimento, il progetto casabosco, potrebbe partire tra poco. si tratta di un’area di 550 metri quadrati sul naviglio grande, in via Parenzo a Milano. quaranta alloggi che saranno progettati dall’architetto Stefano boeri in collaborazione con il costruttore Agnoletto. mancano ancora alcuni passaggi burocratici, ma se tutto sarà risolto in pochi mesi le case saranno pronte

l’idea non è nuova, ma sarebbe la prima volta in cui si applica in Italia in un contesto cittadino e in condizioni "normali". in qualche modo le nuove case dell’aquila per i terremotati hanno fatto scuola. in Europa,

I destinatari, secondo l’architetto boeri, sono soprattutto i single e le giovani coppie, gli studenti o i lavoratori precari.

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Un fondo che vede insieme 9 fondazioni bancarie e la Regione Piemonteper l’housing sociale. Si chiama ‘abitare sostenibile in Piemonte’ ed e’ l’iniziativa, che sara’ operativa in primavera, che prevede un investimento iniziale di 45 milioni di euro, con un impegno della Regione di 2,5 milioni, e che, come ha sottolineato la presidente del Piemonte Mercedes Bresso, ”e’ uno strumento molto interessante sia per rilanciare l’edilizia sia per garantire livelli di affitto abbordabili alle famiglie”.

Il Fondo immobiliare etico vede coinvolte la Compagnia di San Paolo, per la parte piu’ rilevante, Fondazione CR Cuneo, CR Asti, Cr Torino, Cr Biella, Cr Fossano, Cr Alessandria, Cr Saluzzo e Cr Vercelli e, come ha spiegato il segretario generale della Compagnia di San Paolo, Piero Gastaldo ”l’obiettivo e’ raggiungere i 100 milioni di euro per attivare investimenti sul territorio e svolgere una funzione calmieratrice sul mercato delle locazioni. Stiamo costituendo la Sgr, societa’ di gestione del risparmio – ha aggiunto – e non appena avremo l’autorizzazione della Banca d’Italia saremo in grado di iniziare ad operare”. [ad#co-1-1]

Si tratta della seconda iniziativa del genere in Italia, dopo quella del Veneto, e si tratta, ha sottolineato la Bresso di ”un ulteriore tassello nel complesso programma regionale a favore dell’edilizia residenziale che ha portato al finanziamento di 8 mila 800 alloggi nell’ambito del Programma casa. In particolare – ha spiegato ancora – interveniamo a favore di una fascia ‘grigia’ della popolazione che non e’ in grado di sostenere per svariate ragioni i prezzi del mercato degli affitti ma non puo’ accedere, avendo un reddito piu’ elevato, alle case popolari”. Due le possibilita’ contrattuali previste, la locazione permanente con canoni d’affitto inferiori in media del 25-30% rispetto a quelli del libero mercato, o l’affitto con l’acconto per un riscatto dopo un minimo di 15 anni.

casa in affitto?

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Il 2010 è l’anno europeo dedicato alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Nel quadro delle iniziative che la Regione del Veneto proporrà nel proprio territorio, si inserisce il Meeting europeo sull’Housing Sociale "Una Comunità per Crescere", che si terrà i prossimi 5 e 6 febbraio 2010 a Verona e a Padova.

Oggi sempre più ampie fasce di popolazione sono colpite da forme di disagio abitativo, che nella maggior parte dei casi nascondono un più generale disagio sociale e un rischio di esclusione.

Si evidenzia quindi la necessità di dare risposte flessibili e diversificate per contrastare la precarietà alloggiativa, economica, lavorativa e rafforzare la rete di relazioni che rendono possibili itinerari di benessere, crescita e sviluppo delle persone e delle famiglie.

 

La Meeting europeo prevede due giornate di lavoro finalizzate a:

  • conoscere le esperienze europee, nazionali e locali di servizi di accompagnamento all’abitare complementari alla fornitura di alloggi e finalizzate ad una completa integrazione sociale dei beneficiari all’interno della comunità;
  • individuare e condividere coordinate di senso e di azione, utili a definire buone prassi ed efficaci modelli di intervento e a porre le basi per azioni di programmazione e progettazione a più livelli;
  • promuovere e migliorare forme e modalità di collaborazione con i principali networks europei impegnati su tali argomenti.

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Noas, nuovo operatore dell’abitare sociale.

Si tratta di introdurre il privato nell’edilizia pubblica, per disporre di grande aziende, di natura privata, che svolgono un importante compito di utilità pubblica

Gli operatori pubblici soddisfano solo in parte l’esigenza di case con affitti controllati e le esperienze degli iacp sono spesso state segnate da buchi di bilancio e cattiva gestione. la risposta sta nell’impresa privata con professionalità necessarie a gestire  il problema abitativo. il piano casa del governo, approvato nel 2008, ma ancora in fase di lancio, prevede per l’appunto un capitolo importante per il social housing

le imprese che vogliano entrare nel settore devono tener conto delle linee guida tracciate dal piano casa: riqualificazione urbana, demolizione e ricostruzione, strategie no-profit con la finanza immobiliare, project financig, programmi complessi

fonte: idealista.it

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Il fondo immobiliare per l’housign sociale, la costruzione di case a basso canone d’affitto, sarà ditre miliardi di euro. con gli ulteriori investimenti si dovrebbe arrivare ai sette miliardi. entro un mese sarà pubblicato il bando per l’aggiudicazione dei progetti e per il momento l’unica candidata è la cassa depositi e prestiti.

con questo progetto si vogliono costruire 100mila nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. il fondo immobiliare avrà 30 anni di vita e punta a un rendimento del 2%, più l’inflazione

secondo le intenzioni, i fondi saranno destinati ai progetti migliori e non prevarrà nessuna logica di divisione fra le regioni. chi garantirà certi criteri, otterrà i fondi

alcuni dei criteri che saranno tenuti in considerazione sono il consumo di suolo, il recupero o la riqualificazione di aree già esistenti, la coordinazione tra più comuni, le prestazioni energetiche (almeno di classe b)

rispetto alla distribuizione dei fondi si terrà in conto la priorità delle aree con alta tensione abitativa

in europa ci sono molte differenze sulla gestione dell’housing sociale. soltanto in Germania, Belgio, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Slovacchia e Svezia sono delle società comunali ad occuparsi della costruzione degli alloggi mentre in altri paesi come italia e polonia permangono soluzioni locali su scala regionale

oltre alle imprese pubbliche, si registra la presenza di cooperative e associazioni non lucrative nella maggior parte dei paesi ue, mentre questa soluzione non viene adottata in paesi come bulgaria, cipro, romania e malta. il più alto numero di alloggi sociali in affitto in rapporto alla popolazione è presente in danimarca e austria (102 alloggi per ogni 1000 abitanti), mentre il numero più basso è registrato a cipro (soltanto 9 su 1000 abitanti) e in spagna (3/1000)

Fonte: idealista.it

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