
CONDONO: Al fianco del concordato edilizio, da cui si parla sin dalle prime indiscrezioni sulla manovra, sta prendendo piede l’ipotesi di un condono edilizio, il terzo dell’era Berlusconi.
Ad essere regolarizzati, quindi, no sarebbero più solo gli immobili ‘fantasmà ma tutti quelli costruiti abusivamente dal 2007 (anno dell’ultimo condono).
La misure consentirebbe di fare cassa in tempi molto rapidi, anche se l’ipotesi di un’altra sanatoria sta sollevando numerose critiche.
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Nessuno di loro arriva a possedere le proprietà del capo dell’esecutivo, silvio berlisconi (vedi le case del presidente del consiglio), ma in media solo i ministri della repubblica posseggono 5 o 6 case ciascuno, in tutto 126. ma sommando i possedimenti di ministri (leggi notizia), viceministri e sottosegretari il numero delle proprietà immobiliari dei governanti italiani arriva a 348 case e 295 terreni secondo i dati di sister-agenzia del territorio
quasi tutti hanno comprato casa dopo aver avuto l’incarico di governo e quasi tutti a roma, per questioni di lavoro, evidentemente. tra i ministri c’è anche chi ha fatto davvero un affare come il ministro del commercio estero adolfo urso che ha comprato un complesso centralissimo vicino al palazzaccio vicino alla corte di cassazione, che avrebbe acquistato dal gruppo refin casa nel 2009, il prezzo è segreto, ma pare che il mutuo sia il piú alto mai concesso ad un parlamentare: 1,6 milioni di euro in 30 anni con un tasso del 5,5%
altro ministro che non si è fatto sfuggire l’affare è renato brunetta. una casa nel perugino, una a roma, un’altra a venezia, a ravello e nelle cinque terre. in quest’ultimo caso un vero affare: ha acquistato sia il terreno che il fabbricato in corso di restrutturazione
tra gli altri ministri che hanno comprato casa da quando sono al governo quelli della lega vedono al primo posto le nuove abitazioni di calderoli, cui segue castelli, maroni e bossi con un solo immobile di proprità
ecco i numeri: angelino alfano: 2 case, 0 terreni; sandro bondi: 2 case, 0 terreni; umbertobossi: 1 casa, 4 terreni; michela vittoria brambilla: 4 case, 0 terreni; renato brunetta: 8 case, 6 terreni; roberto calderoli: 9 case, 9 terreni; maria rosaria carfagna: 5 case, 0 terreni; roberto castelli: 1 casa, 10 terreni; ferruccio fazio: 5 case, 15 terreni; franco frattini: 4 case, 0 terreni; giancarlo galan: 7 case, 15 terreni; maristella gelmini: 6 case, 0 terreni; la russa ignazio: 10 case, 1 terreno; roberto maroni: 1 casa, 12 terreni; altero matteoli: 3 case, 4 terreni; giorgiameloni: 3 case, 0 terreni; stefania prestigiacomo: 7 case, 0 terreni; paolo romani: 3 case, 1 terreno; gianfranco rotondi: 8 case, 0 terreni; giulio tremonti: 14 case, 4 terreni; adolfo urso: 9 case, 0 terreni; giuseppe vegas: 1 casa, 0 terreni, elio vito: 1 casa, 0 terreni
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Questo è il governo giusto per il nostro paese: ha carte in regola, doti provate, ha il fiuto per cogliere il segno dei tempi. Due sono i fondamenti attuali della nostra patria: il mattone e la famiglia. Valori importanti enfatizzati dalla recessione economica che ci fa soffrire. Il mattone: sgombrate il campo dai brutti pensieri che fin qui avete dedicato a Scajola e affidatevi a ciò che sapete con certezza e cioè che nessuno al mondo sarebbe riuscito, come lui, a comprare una casa di 180 metri quadri davanti al Colosseo per poco più di seicentomila euro. Quindi, basta decidere di affidare al ministro ligure tutti i nostri soldi (?) perché ci compri lui delle belle case e al diavolo le agenzie. La famiglia: conoscete qualcuno più bravo e coscienzioso di Umberto Bossi nel piazzare i suoi figli? Se avete in casa ragazzi che, lo avete capito, non sono tagliati per lo studio e nemmeno per fare gli indossatori di tanga, affidateli a lui, mal che vada finiranno stipendiati dalla Padania ladrona. Cuntént, pistola?
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L’Ance spiega che a quasi due anni dal lancio del programma nazionale per l’housing sociale finalmente sono state sbloccate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze le risorse destinate a finanziare le linee di intervento previste dal Piano casa.
E’ stata, infatti, annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) l’imminente pubblicazione del decreto che assegnerà circa 377 milioni di euro alle Regioni dando così avvio alla vera e propria fase operativa del Piano casa.
Le Regioni, nei successivi 180 giorni dalla pubblicazione del decreto di ripartizione dei fondi, dovranno inviare al MIT le proposte di programma formulate dagli enti locali in coerenza con la programmazione regionale delle politiche abitative e dello sviluppo del territorio.
Nell’ambito delle proposte di intervento, che dovranno essere finalizzate alla realizzazione di programmi integrati di edilizia residenziale anche sociale e di riqualificazione urbana, potranno aggiungersi anche ulteriori risorse provenienti da privati ovvero dagli enti locali.
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Secondo FIAIP è necessario un approccio innovativo e moderno che faccia crescere il Turismo per recuperare il gap con gli altri paesi europei, e questo obiettivo è raggiungibile attraverso l’ampliamento e l’integrazione dell’offerta di seconde case.
Così Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip, si è esposto parlando agli esponenti istituzionali e alla platea di operatori italiani e stranieri che operano nel Real estate, nei fondi immobiliari e nel intermediazione immobiliare presenti a Venezia alla Conferenza di inaugurazione di Tre – Tourism Real Estate il primo Expo – Conference del settore immobiliare turistico in corso all’Arsenale di Venezia che ha aperto i battenti il 15 aprile e che sarà punto di incontro per gli operatori del settore fino a domenica prossima.
E’ necessario riflettere nel complesso su nuovi provvedimenti a 360° per il settore del turismo, che tengano conto di chi è quotidianamente in contatto con le famiglie italiane e gli investitori stranieri.
In quest’ottica è bene che il Governo ripensi ad una tassazione separata per i redditi da locazione per le seconde case».
Righi, intervenendo a Venezia, ha evidenziato come in Italia sono presenti 3 milioni di seconde case, gestite per il 70% da agenzie immobiliari, che non fanno ancora parte della filiera del Turismo. La Fiaip lavorerà nei prossimi mesi per rilanciare quest’ipotesi di integrazione per la ricettività della filiera, allo scopo di favorire l’incoming turistico del Belpaese.
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In parlamento ci sarebbero 2 distinte proposte per agevolare le giovani coppie:
- quella della maggioranza
si tratterebbe di una riduzione dell’iva al 4% per l’acquisto di mobili destinati all’arredamento fino ad un massimo di spesa di 20mila euro destinata alle coppie sposate da non più di 12 mesi o che intendano sposarsi e il cui reddito non superi i 20 mila euro l’anno
- quella avanzata dal pd,
invece, riguarderebbe le coppie, non necessariamente sposate, ma i cui membri abbiano un’età compresa fra i 20 e i 30 anni. queste potrebbero usufruire di una detrazione nella misura prossima alla spesa di 10mila euro per l’arredamento di casa a condizione però che il loro reddito non superi i 41mila 316 euro l’anno
queste gli aiuti che maggioranza e opposizione hanno messo in campo per permettere ai giovani in tempo di crisi economica di mettere su casa.
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L’ Anci, Associazione nazionale comuni italiani, ha criticato il piano casa definendolo “dimezzato”
Si rende necessario un tavolo con Governo, sindacati e associazioni del settore costruzioni, proposta già avanzata alla terza conferenza nazionale sulla casa tenutasi a Venezia nel mese di febbraio.
Tra le idee: una riforma fiscale, oltre che a nuovi investimeni per l’housing sociale, in questo periodo la domanda di case popolari è raddoppiata nei grossi centri urbani.
Il governo ha rivisto in parte le proprie aspettative. Da una stima iniziale di 100 mila alloggi a fronte di circa 7 miliardi di risorse movimentate, è stata annunciata la realizzazione di 50 mila abitazioni nei prossimi 5 anni grazie a un ammontare complessivo di 4 miliardi di euro.
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Con il decreto sugli incentivi varato venerdì, il governo ha deciso di abolire la dia (dichiarazione di inizio lavori) per tutti quegli interventi che non cambiano strutturalmente la pianta interna della casa: rifare i pavimenti, sistemare gli impianti di casa o addirittura installare impianti solari d’ora in poi sarà dunque meno caro per il governo un passo necessario vista la necessità di accelerare sugli interventi previsti dal piano casa, esclusi ovviamente quelli che riguardano l’ampliamento degli immobili. a meno di vincoli specifici a livello regionale, quindi, vengono totalmente liberalizzati gli interventi in casa, a patto che, però, non si modifichi la struttura interna dell’appartamento.
Le norme sono operative fin da subito, dato che si tratta di un decreto legge destinato ad entrare in vigore non appena pubblicato sulla gazzetta ufficiale per quanto riguarda i controlli sulle ditte, questi non dovrebbero diminuire con questo nuovo sistema, né la liberalizzazione influisce sulla sicurezza dei cantieri di lavoro. bisognerà comunque comunicare anche telematicamente al comune di appartenenza il tipo di lavori che si stanno eseguendo, comunicazione che sarà a cura dell’impresa alla quale è affidato il lavoro.
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