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La situazione della Grecia che sembrava “risolta” dopo le ultime decisioni della BcE in merito ai prestiti ed agli aiuti da fornire all’economia ellenica, rimane un fardello pesante che l’economia europea si porta dietro e che gioca un ruolo fondamentale nel sentiment del mercato che reagisce sempre negativamente ad ogni rumors. La paura del mercato rimane ovviamente la possibilità che la crisi greca trascini con se tutte quelle economie dell’ unione che da tempo non navigano in acque tranquille: esemplificativa in tal senso è stata la reazione del mercato ai dati diffusi dall’Eurostat riguardo le stime al rialzo sui rapporti deficit/Pil 2009 delle economie europee.

Il dollaro ha così approfittato del momento di debolezza dell’euro ed ha ampliato il movimento ribassista nel cross con l’Euro “cavalcando” la notizia dell’incremento inaspettato della vendita di case esistenti (5.35M contro i 5.01M della rilevazione precedente); la reazione del mercato in questo caso non stupisce poiché il settore immobiliare ha sempre giocato un ruolo da protagonista nella recente crisi economica ed un segnale di ripresa in questo campo rappresenta un segnale da non sottovalutare. Da non sottovalutare neanche il discorso di Obama che ha spazzato via i dubbi riguardanti l’avvio della riforma finanziaria atta a prevenire il ripetersi di nuovi catastrofi finanziarie ed a fornire nuovi e più efficaci strumenti al governo: ieri nel discorso a New York, il presidente degli Stati Uniti ha confermato il superamento dell’empasse politica tra liberali e democratici e l’accordo bipartisan sul capitolo più controverso riguardante la regolamentazione dei derivati. Inizia oggi il meeting del G20 su cui non sono riposte molte aspettative dal mercato visto l’esito e la consistenza delle decisioni prese negli ultimi incontri. A livello tecnico il cross Eur/Usd sembra essere arrivato ad un punto critico e dopo aver testato i minimi a 1.3204 sarà interessante capire se la forza del dollaro sarà sufficiente a sfondare i supporti ed a proiettare il cross fino ai minimi di marzo 2009 a 1.2454. Interessante anche la situazione sul cable che sembra pronto per un inversione di tendenza dell’ultimo periodo che dovrebbe riportare il cross fino a 1,4950.

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Secondo l’ultimo report DTZ European Quarterly, ci sono chiari segnali di ripresa in Europa, visto la crescita dei volumi di investimenti per il terzo trimestre successivo. Nel 4° trimestre 2009 gli investimenti sono arrivati a €20,6 miliardi, rappresentando un aumento del 26% sui €16,4 miliardi registrati nel terzo trimestre. Magali Marton, responsabile della ricerca per l’Europa continentale e Medio Oriente commenta: «durante il 4° trimestre abbiamo visto un recupero più ampio nei volumi degli investimenti con la Francia, l’Italia, i paesi Nordici e CEE che hanno segnato aumenti significativi nell’attività dell’investimento. Questo sviluppo è stato sostenuto dalla crescita del numero delle transazioni e dall’aumento dei grandi deal. Al contrario, i più grandi mercati Europei, Regno Unito e Germania, hanno registrato una discesa modesta nei volumi durante il trimestre». La Francia ha registrato un aumento del 145%, da €1,6miliardi nel 3°T a €3,9 miliardi nel 4°T, visto che un numero più ampio di investitori ha bersagliato il mercato, riflettendo il valore percepito nel mercato francese. L’Italia, i paesi Nordici ed il CEE hanno registrato sviluppi notevoli, anche se si confrontano con i bassi livelli registrati nel 3°T. I volumi in questi paesi nel 4° trimestre sono aumentati rispettivamente del 432%, 113% e 215%. In contrasto, i volumi nei due mercati più grandi, Regno Unito e Germania, erano più bassi durante l’ultimo trimestre, poiché i volumi britannici sono scesi moderatamente di 7%, da €7,4 miliardi a €6,9 miliardi e in Germania circa il 3%, da €3,2 milardi a €3,1 miliardi. Durante il trimestre, l’avversione al rischio è rimasta evidente in tutta Europa. Magali Marton commenta: «nel 4° trimestre 2009, gli investitori si sono ritirati ulteriormente intorno ai propri mercati. Gli investimenti cross-border (esteri) hanno rappresentato il 31% dell’attività totale, in discesa se confrontato con il 35% registrato nel 3° trimestre. Dai tempi quando il mercato era all’apice, la percentuale degli investimenti cross-border ha slittato, dal 52% nel 2007 al 45% nel 2008 per arrivare al 34% registrato nel 2009. Ciò indica che gli investitori ancora oggi prediligono le occasioni nei mercati che conoscono meglio»

fonte: newspages.it

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L’agenzia delle entrate ha pubblicato l’identikit di chi ha comprato casa nell’ultimo periodo.

Incrociando i dati di reddito con le compravendite immobiliari hanno immediatamente stilato il rapporto che presentiamo qui sotto.

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Le maggiori quote di acquisti (43% del numero di transazioni nazionali) provengono dalla classe con un reddito dai 15.000 ai 30.000 euro, il 31% dalla classe di reddito fino ai 15.000 euro; al terzo posto con il 19% delle case comprate (19%), la classe che denuncia un reddito da 30.000 a 70.000 euro, e il 5,9% deriva dalla fascia di reddito superiore a 70.000 euro. dal lato delle vendite, il 37% dell’offerta proviene da soggetti con reddito fino a15.000 euro, poco meno, il 36% soggetti che hanno un modello 730 dai 15.000 ai 30.000 euro, il 20% appartengono alla classe superiore da 30.000 a 70.000, e solo il 7% dell’offerta immobiliare viene dalle classi di reddito elevate.giovanecoppia

Per quanto riguarda l’età pare che in italia si inizi a comprare casa tra i 31 e i 40 anni, (34% di compravendite), meno tra i 41 a 50 con il 23%, e quasi mai si compra può avere una casa di proprietà tra i 26 e i 30 anni (13%).

in merito alla professione, l’acquirente tipo è un lavoratore dipendente(62,8% degli acquisti di case); al secondo posto, con molti punti percentuali di distanza troviamo i pensionati (10,9%); solo il 6,8% degli imprenditori compra casa, e percentuali ancora meno significative riguardano i lavoratori autonomi (6,3%), professionisti, 4,7%, e le altre categorie (8,5%). come nel caso del reddito, anche dal punto di vista delle professioni, le categorie di compratori somigliano a quelle dei venditori: il 38% delle vendite, infatti, riguarda i lavoratori dipendenti, il 32% i pensionati, il 14% altre categorie e percentuali minori per imprenditori, professionisti e altri autonomi

articolo visto in idealista.it

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A gennaio si accentua la "frenata congiunturale" delle richieste di cassa integrazione.

Rispetto a dicembre si è infatti registrato un calo del 17% ,  e la cassa integrazione ordinaria registra una flessione del 20,78%

Rispetto a gennaio del 2009,  c’è però stato un aumento del 186,6% .

 

Le richieste di cassa integrazione straordinaria scendono del 14,83%

Le richieste di cassa integrazione si sono stabilizzate e mostrano un sempre più sensibile calo negli ultimi tre mesi.

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Nel settore del fotovoltaico la Lombardia è in una posizione di leadership in Italia: è infatti prima tra le Regioni per numero di impianti fv (15,6% del totale nazionale), seguita da Emilia Romagna (10,1%) e Veneto (9,3%), mentre è seconda per potenza prodotta – 11,6% del totale nazionale – dopo la Puglia (12,5%).

Secondo una recente indagine della Camera di commercio di Milano e dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, a giugno 2009 risultano installati in Lombardia 6.024 impianti, per una potenza che complessivamente sfiora i 57mila kW, quanto basta a soddisfare le esigenze domestiche di circa 20.000 famiglie. Tra 2007 e 2008 l’installazione di pannelli fotovoltaici in Lombardia è aumentata del 488%, con un fatturato nel biennio 2007-2008 di circa 300 milioni di euro. Attualmente nella regione risultano installati 650 tetti fotovoltaici per una potenza complessiva di 3.200 kW.

Tuttavia, se si considera la potenza fotovoltaica pro-capite, la Lombardia – per via dell’alta densità abitativa e della struttura dei suoi centri urbani, con prevalenti residenze non unifamiliari – risulta quattordicesima in Italia con 5,2 kW installati ogni 1.000 abitanti, mentre sono prime in classifica Trentino (33,2), Umbria (22,3) e Marche (16,2).

fonte: casaeclima.com

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Lo Stato d’Israele sta vivendo un momento di crescita destinato a durare, un serie di fatti lo dimostra.

L’economia tira con crescenti investimenti di ricerca (5% del Pil), l’immobiliare e l’immigrazione sono in crescita;

lo shekel fa aggio sul dollaro; la crescita prevista per il 2010 è del 2,5% con l’alta tecnologia a trainare l’economia.

Due avvenimenti sono decisivi: l’entrata sul mercato nel 2011 del gas sottomarino scoperto davanti alla costa di Haifa e l’avvio del terzo centro di desalinizzazione, grazie al quale l’acqua dolce tratta dal mare supererà quella del lago di Tiberiade e dell’acquedotto nazionale. Le ricadute sono anche politiche, perché Israele si rende indipendente dalla Turchia per l’importazione di acqua e dall’Egitto per il gas.

 

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