In una fase di grave crisi mondiale, con il rischio di tracollo dell’economia d’intere nazioni (Grecia)

sui quotidiani di mezzo mondo gli articoli di economia più letti sono quelli strettamente più vicini alla gente, in gran parte si tratta di economia domestica.

Il NY Times sta spopolando con rubriche economiche che danno consigli sul mantenimento degli elettrodomestici.

In Gran Bretagna i lettori dell’ Independent tra le rubriche più lette una gallery sulle migliori cinquanta

biciclette in commercio.

Una maniera ecologica e che fa risparmiare per muoversi nel 2010.

In Italia sui giornali purtroppo la crisi non attira i lettori, ancorati sui soliti argomenti di gossip, sesso, e soldi.

Probabilmente nel nostro paese la crisi la viviamo senza troppo parlarne.

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Il parlamento greco ha oggi approvato con procedura d’urgenza il pacchetto di misure anticrisi da 4,8 miliardi, mentre fuori dell’aula risuonavano le proteste e la rabbia dei lavoratori e i giovani si scontravano con la polizia in un paese paralizzato da uno sciopero generale che sarà ripetuto l’11 marzo.

L’assemblea unicamerale ha dato il via libera al piano di austerità, che ridimensiona pesantemente il livello di vita dei Greci, con il solo voto della maggioranza socialista (160 deputati su 300) e del piccolo partito di estrema destra Laos (15). La principale forza di opposizione, Nuova Democrazia (ND, centrodestra) e l’estrema sinistra Syriza hanno votato contro. Il Partito comunista (Kke) ha lasciato l’aula prima del voto in segno di protesta. Le misure, viste come il possibile preludio ad un più concreto impegno finanziario europeo a favore della Grecia, sono passate mentre Papandreou viaggiava a Berlino per il vertice con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou intervenendo in parlamento ha assicurato che se il piano di austerità sarà applicato come previsto "non ci sarà bisogno di nuove misure". Ed ha invitato l’Europa ad "assumersi le sue responsabilità, cosa che non ha ancora fatto". Nel centro di Atene, nonché a Salonicco e in altre città, migliaia di persone intanto manifestavano contro "le misure criminali e antipopolari".

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Barack Obama ha presentato ieri a Las Vegas un programma da 1,5 miliardi in aiuto alle famiglie più colpite dalla crisi del mercato immobiliare.

Il Nevada, e in particolare l’area della capitale del gioco d’azzardo, sono state tra le aree che più hanno sofferto. Al nuovo piano di Obama, presentato dal presidente americano oggi in un incontro con il pubblico a Henderson, potranno partecipare gli stati che hanno subito un calo di oltre il 20% del valore dei prezzi delle case. Oltre al Nevada, si tratta di Arizona, California, Florida e Michigan. "Il governo non può risolvere da solo i problemi del mercato immobiliare, ma può aiutarlo a stabilizzare la situazione", ha detto Obama.

Nell’incontro Obama ha ribadito il suo sostegno al senatore del Nevada Harry Reid, uno dei bersagli principali dei repubblicani per le elezioni di novembre. La tappa di Las Vegas è anche importante perché Obama ha mostrato una certa tendenza a riferirsi alla città come simbolo di spese imprudenti, facendo infuriare il sindaco e provocando anche i rimproveri dello stesso Harry Reid.

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Vendere casa in questo momento può sembrare complicato e molti proprietari pensano di togliere il cartello "vendesi" di fronte alla discesa dei prezzi. kate forgach, opinionista del mclatchy tribune, ci offre invece 4 buone ragioni per vendere adesso

1) vendo a meno, ma compro a meno

dato che il mercato immobiliare è sceso un po’ ovunque, le discese dei prezzi sono solo teoriche. se infatti vendiamo per comprare un’altra casa, anche quella che compreremo sarà più economica

infatti, se si aspetta a vendere perché si pensa che tra qualche anno la casa varrá di più, bisogna considerare che comprando adesso una casa con un valore maggiore, i benefici nei prossimi anni saranno anch’essi maggiori

al contrario, se si crede che i prezzi continueranno a scendere, perche aspettare ancora prima di vendere? "vendi e vai a vivere in affitto, finché davvero i prezzi arriveranno ai mini e sarà di nuovo il momento giusto per comprare"

2) le banche cercano buoni profili per concedere mutui

sparite dalla circolazione i mutui al 100%, le banche cercano clienti solventi. chi vende casa dispone di una liquidità che può essere garanzia  per un mutuo. adesso c’è molta offerta e forse così potrai comprare la casa che hai sempre sognato

3) approfittare delle detrazioni fiscali

se volete mettere sul mercato una casa più interessante ed equipaggiata, approfittate degli sgravi fiscali sulla ristrutturazione (36% di detrazioni)  e sul risparmio energico (55% sulle detrazioni)

allo stesso tempo, se vendete per comprare, potete migliorare la nuova casa grazie alle detrazioni

4) ottimi professionisti in circolazione

se davvero hai dei progetti in mente (vendere casa, comprarne una nuova, costruire o comprare la casa dei sogni, ristrutturare o migliorare) è il momento giusto. tutti gli operatori del settore, dalle agenzie agli architetti, hanno meno lavoro e potranno dedicarti più tempo, facendo così un lavoro migliore

FONTE: idealista.it

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Oggi 1 Febbraio scatta la moratoria sui mutui per le famiglie in difficoltà.

L’accordo siglato tra Abi e associazioni dei consumatori prevede la sospensione delle rate sui prestiti per 12 mesi.

Basterà presentare la domanda allo sportello della propria banca, anche se non tutti gli istituti di credito hanno aderito e l’intesa stabilisce precise regole per vedere accettata la propria richiesta.

Sono interessate circa 130.000 famiglie, tutte clienti degli oltre 90 istituti di credito, il 70% degli sportelli presenti in Italia, che hanno detto sì all’intesa.

Chi puo’ fare domanda?

Tutti coloro che hanno un reddito imponibile non superiore ai 40.000 euro annui, che hanno subito tra il 2009 e il 2010 una grave perdita: licenziamento, cassa integrazione, un lutto e per un importo fino a 150 mila euro.

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Per Ahe( associazione ipotecaria spagnola ), l’enorme debito fa abbassare il rating delle banche interessate e per questo è stato  chiesto l’intervento della Banca di Spagna o del Governo per creare un’entità che raccolga questi crediti “tossici” e liberi le banche.

Secondo l’Associazione della banca spagnola e la Confederazione delle casse di risparmio, tuttavia, la situazione non è cosi tragica e gli istituti avrebbero messo da parte abbastanza fondi per fare fronte alla morosità.

Mutui in crescita. Per la prima volta dallo scoppio della bolla immobiliare, 28 mesi fa, il numero dei mutui accesi in Spagna a novembre è risalito dell’1,8% rispetto all’anno scorso.

Un piccolo lumicino in un buio spaventoso.

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Dai dati economici in possesso di Federcasalinghe-DonnEuropee e dell’associazione Casa del Consumatore emerge che sempre più famiglie italiane sono in sofferenza nel ripagare i prestiti e vivono in ansia l’arrivo del principale temuto nemico: la bolletta. Dall’indagine delle associazioni emerge che ascoltando con attenzione il campanello d’allarme suonato più volte da Bankitalia secondo cui al Sud si conferma un aumento del tasso di decadimento maggiore dell’1,5% rispetto al Centro Nord (1,2%), dai dati e dalle esperienze analizzate risulta che l’impoverimento delle famiglie con figli in età compresa tra 0 e 16 anni è drammatico e si avvicina al 30%. Restringendo il settore all’analisi delle condizioni economiche delle famiglie monoreddito, tale percentuale si attesta oltre il 35% . Arriva al 42% per le famiglie mono-parentali con minori in evidente disagio economico”. La Federcasalinghe avverte che aumentano del 14,2% rispetto al 2008 le richieste di sostegno al reddito rivolte ai Comuni, mentre quelle rivolte alle Parrocchie aumentano, rispetto al 2008, del 18,6% per i pacchi alimentari e del 12,6% per il sostegno al reddito. Si attestano ad un più 15% rispetto al 2008 le richieste di aiuto rivolte alle sedi regionali Federcasalinghe-Donneuropee, e ad un più 32% quelle indirizzate ai propri parenti.

fonte: newspages

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L’Ance con questo comunicato vuole attirare l’attenzione verso un altro fenomeno che continua a manifestarsi in maniera preoccupante: il cambiamento unilaterale delle condizioni contrattuali sui finanziamenti in essere da parte delle banche: ben il 33% del campione, ovvero un terzo delle imprese, ha dichiarato di aver subito la richiesta di cambiamento delle condizioni previste dal contratto sottoscritto con l’istituto di credito.

In un momento così delicato, per le imprese è difficile cambiare controparte e quindi il più delle volte le aziende devono accettare queste variazioni, essendo molto basso il loro potere contrattuale.

Ma le imprese denunciano anche la richiesta di garanzie aggiuntive da parte delle banche, l’allungamento dei tempi di istruttoria, l’aumento degli spread applicati, la diminuzione della quota di finanziamento sull’importo totale dell’intervento e la difficoltà nell’accollo dei mutui agli acquirenti.

Molte imprese, inoltre, dichiarano di aver ricevuto richieste di rientro dai prestiti in essere.

Questo aspetto sta creando forti tensioni finanziarie alle aziende soprattutto per i tempi richiesti per compiere l’operazione, talvolta molto ristretti, e per le condizioni applicate. Sembrerebbe, infine, che le banche preferiscano finanziare, in questa fase congiunturale, le imprese edili con credito a breve termine invece che con finanziamenti pluriennali. Una scelta di questo tipo influirebbe negativamente sull’equilibrio economico-finanziario delle imprese sotto diversi punti di vista.

In primo luogo, si favorirebbe il disequilibrio finanziario dei bilanci delle aziende: si finanzierebbero, infatti, investimenti pluriennali con debito a breve scadenza, peggiorando in questo modo il rating delle imprese.

In secondo luogo, le aziende accederebbero ad una forma di prestito più costosa e meno sicura, perché soggetta a revoca, e quindi si creerebbero ulteriori tensioni finanziari

 

Vogliamo ricordare al Governo, ei in particolare al ministro Tremonti, che in Italia non esiste solo la Fiat e le 3 grosse banche(che hanno rifiutato l’aiuto governativo) ma esistono una miriade di piccole e medie imprese che sono l’ossatura della nostra economia, chiamati anche il popolo degli F24.

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