La consob (la commissione di vigilanza sui mercati) ha chiesto a intesa sanpaolo, unicredit banca, mps, banca popolare di verona e bnl, di convocare i propri consigli d’amministrazione per modificare le politiche di offerte di prodotti finanziari. i cinque istituti di credito, che rappresentano oltre la metà del mercato, infatti, avrebbero agito nell’interesse del prodotto e non del cliente.

In sostanza non sarebbe stato rispettato uno dei caposaldi della direttiva mifid (market in financial instruments directive) sui servizi di investimento che impone agli intermediari di servire al meglio gli interessi dei clienti.

Il caso è delicato, e la reazione della consob abbastanza forte, se si pensa che è la prima volta che fa i nomi degli istituti di credito implicati. la consob ha cosí voluto sottolineare l’importanza del dato che i clienti rappresentano il soggetto debole del contratto e per questo servire al meglio loro e non il prodotto è prioritario. invece, a quanto risulta, la commissione di vigilanza avrebbe rilevato che l’adeguatezza dell’offerta non era stata attivata dalla banca e che la scelta di determinati prodotti era stata attribuita, invece, ad una presunta scelta del cliente.

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Il ministro per l’Economia Tremonti ha fissato per oggi la prima riunione del Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno.

Parla di” grande successo di adesioni”, e conferma che la banca avrà sportelli sul territorio, che saranno quelli della Banca di Credito cooperativo, con il logo del nuovo istituto.

Oggi, incontrando gli imprenditori campani, il ministro ha difeso con forza il progetto.”Penso – ha osservato – che questa banca sia la cosa giusta per il Mezzogiorno.

fonte: ansa.it

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L’81% del sistema bancario in termini di totale attivo, pari al 73,5% degli sportelli presenti sul territorio nazionale, offre prodotti finanziari che favoriscono la lotta ai cambiamenti climatici e al riscaldamento del pianeta. In particolare, le banche dedicano particolare attenzione a finanziamenti per promuovere le fonti di energia rinnovabile e l’efficienza energetica.

Rappresentano invece il 69,3% del totale attivo di sistema le banche che hanno ottenuto una certificazione ambientale.

Focus su integrazione di processi e pratiche CSR nelle attività tipiche delle imprese e sulla successiva rendicontazione, per favorire la sostenibilità del business e delle relazioni nel medio – lungo termine, e attenzione crescente alla tutela dell’ambiente.

La gestione degli impatti ambientali, la questione energetica e i suoi costi sono infatti aspetti direttamente connessi alla sostenibilità del business. Secondo l’ultima rilevazione ABI, nell’ambito dei prodotti per i cambiamenti climatici, il 77% delle banche offre prestiti a tassi agevolati per favorire la riduzione di CO2 e mutui ipotecari a tassi agevolati per l’acquisto di abitazioni ecocompatibili. Quest’anno l’organizzazione del Forum ha voluto inoltre dare un esempio concreto di cosa significhi fare CSR, rendendo l’evento eco-compatibile attraverso la certificazione con “100% energia pulita Multiutility” dell’energia utilizzata per l’evento stesso.

La certificazione dell’operatore energetico veronese specializzato sui servizi ambientali è basata sull’immissione in rete di un quantitativo di energia rinnovabile pari al consumo di energia previsto per tutta la durata della manifestazione, che dà diritto all’ottenimento di status “100% energia pulita” a favore dell’evento stesso.

Grazie a questa scelta, non verranno immesse in atmosfera 34,95 tonnellate di CO2 e saranno risparmiati 12.500 Kg di petrolio.

- Abi -

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L’Ance con questo comunicato vuole attirare l’attenzione verso un altro fenomeno che continua a manifestarsi in maniera preoccupante: il cambiamento unilaterale delle condizioni contrattuali sui finanziamenti in essere da parte delle banche: ben il 33% del campione, ovvero un terzo delle imprese, ha dichiarato di aver subito la richiesta di cambiamento delle condizioni previste dal contratto sottoscritto con l’istituto di credito.

In un momento così delicato, per le imprese è difficile cambiare controparte e quindi il più delle volte le aziende devono accettare queste variazioni, essendo molto basso il loro potere contrattuale.

Ma le imprese denunciano anche la richiesta di garanzie aggiuntive da parte delle banche, l’allungamento dei tempi di istruttoria, l’aumento degli spread applicati, la diminuzione della quota di finanziamento sull’importo totale dell’intervento e la difficoltà nell’accollo dei mutui agli acquirenti.

Molte imprese, inoltre, dichiarano di aver ricevuto richieste di rientro dai prestiti in essere.

Questo aspetto sta creando forti tensioni finanziarie alle aziende soprattutto per i tempi richiesti per compiere l’operazione, talvolta molto ristretti, e per le condizioni applicate. Sembrerebbe, infine, che le banche preferiscano finanziare, in questa fase congiunturale, le imprese edili con credito a breve termine invece che con finanziamenti pluriennali. Una scelta di questo tipo influirebbe negativamente sull’equilibrio economico-finanziario delle imprese sotto diversi punti di vista.

In primo luogo, si favorirebbe il disequilibrio finanziario dei bilanci delle aziende: si finanzierebbero, infatti, investimenti pluriennali con debito a breve scadenza, peggiorando in questo modo il rating delle imprese.

In secondo luogo, le aziende accederebbero ad una forma di prestito più costosa e meno sicura, perché soggetta a revoca, e quindi si creerebbero ulteriori tensioni finanziari

 

Vogliamo ricordare al Governo, ei in particolare al ministro Tremonti, che in Italia non esiste solo la Fiat e le 3 grosse banche(che hanno rifiutato l’aiuto governativo) ma esistono una miriade di piccole e medie imprese che sono l’ossatura della nostra economia, chiamati anche il popolo degli F24.

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Molto pubblicizzati fino al 2007, i mutui che si spingono oltre l’80% sono ormai quasi scomparsi dal mercato bancario.

Solo pochi istituti che  lo concedono ancora.

La strategia del mutuo al 100% in questa fase di mercato puo’ aiutare, soprattutto le giovani coppie che potrebbero evitare l’affitto, pagando una rata di mutuo oggi molto conveniente.

Inoltre oggi esiste la possibilità oltre al mutuo con il tasso fisso, il mutuo con il CAP, cioè la possibilità di fissare un tetto massimo per il tasso d’interesse.

Evitando così di piombare nel panico ogni volta che la BCE aumenta l’Euribor.

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