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Ultimo in ordine cronologico il neoministro Filippo Patroni Griffi.
Anche lui incappato nell’incauto acquisto di una casa in posizione da favola, a prezzo stracciato, dichiarata da periti competenti “fatiscente” ed accatastata come “casa popolare”.
Ma capita sempre e solo a loro !!!!!!!!
L’immobile di 109 mq del ministro Filippo Patroni Griffi affaccia sul Colosseo e i Fori Imperiali. Acquistato nel 2008 dall’Inps al prezzo di 1.630 euro al metro quadrato, in totale 177mila euro e spicci per un appartamento che ai valori di mercato vale oggi non meno di 800mila euro. Un affarone. Il numero uno del dicastero della Funzione Pubblica ha acquistato l’appartamento insieme ad altri 40 condomini, grazie alla cartolarizzazione di una parte del patrimonio immobiliare dell’ente previdenziale. Dopo una lunga querelle legata ad una causa amministrativa, pochi anni fa gli inquilini hanno potuto comprare gli appartamenti con lo sconto del 45%. L’immobile è stato accatastato in categoria A/4 quella appunto delle abitazioni di classe “edilizia popolare”

L’articolo 36 bis del cosiddetto decreto salva Italia definisce “pratica commerciale scorretta” il comportamento realizzato da una banca o altro ente finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obblighi il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla banca stessa.
Chi ritiene di aver subito una pratica commerciale scorretta può chiamare il numero verde800.16.66.61 o segnalare il fatto per mezzo di posta ordinaria all’autorità garante della concorrenza e del mercato o inviando un fax all’ufficio protocollo dell’autorità garante 06.858.21.256
la questione era stata già sollevata in dicembre dall’Isvap, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, che aveva denunciato il comportamento scorretto delle banche.

Le transazioni, vera spia dell’impatto della crisi sul settore immobiliare, hanno segnato un nuovo minimo: quest’anno nel comparto residenziale dovrebbero essere molte meno di 600 mila (le stime di Nomisma oscillano non vanno oltre le 575 mila compravendite) contro il massimo di 845 mila toccato nel 2008. Se cosi’ fosse il risultato del 2011 si configurerebbe come il livello piu’ esiguo dal 1997, quando tra l’altro il livello di finanziarizzazione del mercato, misurato dalla diffusione dei mutui in rapporto al pil era decisamente piu’ contenuto rispetto all’attuale (si e’ passati dal 3% al 19,7%).

Dal primo Gennaio 2012 scatterà l’obbligo di indicare la classe e l’indice di prestazione energetica negli annunci commerciali per la vendita o l”affitto degli immobili.
C’è chi la vede come l’ennesima vessazione nei confronti dei proprietari d’immobili, chi invece la vede come un’opportunità per approfittare ancora per quest’anno delle agevolazioni fiscali ( 36% ) per ristrutturazioni di immobili.
Unici a pagare nel caso di mancata certificazione saranno coloro che pubblicizzeranno un immobile in vendita o l’affitto senza indicare la classe energetica, la sanzione non sarà neanche tanto “lieve” ma è prevista da 1.000 a 5.000 euro !!!!!
Vale la pena fare una riflessione, è normale che per gli immobili nuovi la classe energetica possa fare la differenza, sempre di più i costruttori si dovranno portare verso una classe energetica altamente performante che consenta agli acquirenti di risparmiare sulle bollette energetiche.
Per tutto il resto del patrimonio immobiliare ( almeno il 90% ) questa obbligatorietà poteva anche non esserci, era meglio misure più concrete per agevolare i condomini o i privati che decidessero di adeguare vecchi stabili alle nuove normative per il risparmio energetico.

Tutte le banche che operano in Italia hanno alzato gli spread oltre il 3% !!!!
La motivazione è la difficoltà di molte banche di finanziarsi sul mercato interbancario, ma è altrettanto vero che questi aumenti sono consentiti anche dalla modifica sul calcolo del tasso di usura in vigore dal 14 Maggio.
Per capirci prima il tasso soglia veniva calcolato aumentando del 50% il tasso medio rilevato nel trimestre precedente, ora invece lo stesso tasso medio viene aumentato del 25% in più vengono aggiunti 4 punti percentuali.
Esempio:
- Prima: tasso medio 4%; tasso soglia 4+50%=6%
- Ora: tasso medio 4%; tasso soglia 4+25%+4=4+1+4=9%
E’ evidente che questa modifica permette alle banche aumentare gli spread anche oltre il 3%.
Vediamo come si è modificato il tasso soglia da Gennaio ad oggi:
Mutui a tasso variabile:
I° trimestre: 4,02%
II° trimestre: 4,185%
III° trimestre: 7,985%
IV° trimestre: 8,125%

Da non credere, eppure l’industria del carbone è finanziata da numerose banche che agisco a livello mondiale. Ecco perché si incontrano molti ostacoli nella lotta all’inquinamento e nell’opportunità di provvedere alla riduzione del ricorso alle fonti energetiche inquinanti. Eppure il carbone sembra essere uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento, del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, con tutte le conseguenze che questi ultimi portano con essi, in primo luogo i disastri naturali.
Nonostante tutto questo, una ricerca portata avanti da alcune Ong internazionali ha messo in luce i miliardi di euro dati dalle banche per la produzione del carbone. Fra le banche prese in considerazione c’è anche una banca italiana UniCredit /HVB, che ha investito nel settore del carbone più di 5 miliardi.

Purtroppo l’IMU finirà per indebolire l’effetto della cedolare secca tanto voluto dai piccoli proprietari di immobili affittati.
Il vantaggio da poco creato con la cedolare secca verrà rosicchiato dall’IMU in alcuni casi fino al 70%.
Come sempre, saranno penalizzati i piccoli proprietari, chi gode di un elevato reddito e ha diversi immobili sentirà meno il peso dell’IMU.

I dati elaborati dall’agenzia del territorio forniscono una sintesi sull’andamento dei volumi di compravendite effettuate in Italia nel corso del terzo trimestre 2001, messi a confronto con i dati dello stesso periodo del 2010.
L’analisi dei dati indica un risultato positivo che interrompe la serie negativa del numero di compravendite di unità immobiliari. Dopo quattro trimestri in calo il tasso tendenziale annuo del volume delle compravendite nel terzo trimestre 2011, per l’intero settore immobiliare, è pari al + 1,6%.
Nel periodo preso in esame i tassi tendenziali sono positivi per tutti i settori, con l’incremento massimo registrato nel settore produttivo, + 32,8%.

Fino a oggi l’Anagrafe tributaria attraverso il cervellone gestito dalla Sogei comunicava che il signor Rossi aveva un conto presso un certo istituto di credito e basta.
D’ora in poi lo Stato attraverso la Guardia di Finanza riceverà un rapporto completo,un estratto conto, con il saldo, le movimentazioni e tutti gli eventuali investimenti in titoli di Stato, quote di fondi, azioni e obbligazioni.
Ripartirà quindi la fuga di capitali all’estero, Svizzera e San Marino in testa, dove le fiamme gialle non possono accere a nulla, se non con rogatoria internazionale !

Le stime TROVATE SUL WEB ( nomura ) suggeriscono un rischio significativo di ammortamento di un certo numero di paesi della zona euro in uno scenario di ridenominazione. Le stime che questo rischio si troverà nella misura del 60% per la Grecia, circa il 50% per il Portogallo, e 25-35% per un gruppo di paesi, tra cui Irlanda, Italia, Belgio e Spagna.
Allo stesso tempo c’è la certezza che che una nuova valuta tedesca se la passerà meglio.

Si calcola un aumento fino al 90% in più rispetto all’ICI per negozi e uffici e di oltre il 40% per alberghi e fabbriche.
L’IMU sarà al 7,6% ma l’aumento sarà dovuto dalla rivalutazione delle rendite catastali.
Dipenderà anche dai singoli Comuni applicare aliquote più o meno salate, sta di fatto che tutte queste tasse andranno ad aggravare la situazione economica delle imprese italiane.
E ancora non si sente parlare di “sviluppo “

Lo chiede anche l’Europa, come mai la Chiesa non paga l’ICI sugli immobili non di culto.
L’esenzione prevista dalla legge Ici del ’92, ribadita dal decreto attuativo 23/2011 del federalismo municipale e messa sotto osservazione dall’Ue con una procedura d’infrazione che potrebbe concludersi a breve.
Ma quanto porterebbe nelle casse dello Stato ogni anno l’ICI del Vaticano?
Secondo l’Anci, a dati 2007 (quando esisteva ancora l’Ici prima casa che da gennaio tornerà come Imu, ndr), l’esenzione vale 400 milioni.
A questo punto anche la Chiesa dovrebbe fare la sua parte per far uscire l’Italia da una crisi che sta impoverendo tutti.
Sono tuonanti le proteste inerenti all’iintroduzione dell’IMU che sostituisce l’ICI, anche se per dire il vero era già stata reintrodotta dal federalismo fiscale, l’unica vera novità è che colpirà anche la prima casa.
Sicuramente il precedente governo aveva tolto l’ICI sulla prima casa in maniera troppo superficiale, aveva lasciato i Comuni in difficoltà economica peggiorando i servizi dati ai cittadini.
L’applicazione dell’IMU lascierà ai Comuni comunque un po’ di spazio di manovra nelle percentuali da applicare.

Hyde Park One
Nel più lussuoso degli edifici di Londra non si pagano le tasse comunali, degli oltre 60 venduti fino ad oggi solamente 9 pagano !
E’ incredibile, in questo edificio un bilocale costa 3,6 milioni di sterline, per non parlare di attici da favola che hanno raggiunto il prezzo stratosferico di 136 milioni di sterline.
Il municipio di Westminster chiede lumi sull’identità dei residenti del complesso, ma anche qui deve sbattere contro un muro di società registrate in paradisi fiscali.
Sembra incredibile, ma non solo in Italia i furbetti del condominio continuano indifferenti della crisi e di tutto quello che gli sta attorno.
Verrebbe da dire:” tutto il mondo è paese” , ma anche no !

Acquisti nel settore immobiliare raddoppiati da 245 a 406 milioni di sterline.
Secondo uno studio pubblicato dal financial times, dall’inizio del 2011 investitori italiani e greci hanno incrementato le spese per gli acquisti nella capitale britannica, RADDOPPIANDO GLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI.
Italiani e Greci rappresentano oggi il 10% degli investitori stranieri nel mattone anglosassone, questo è indubbiamente un segnale di sfiducia nei confronti dell’euro.

Investimenti in calo, compravendite e prezzi in discesa, la bolla immobiliare cinese si sta sgonfiando. Lo certifica la Banca centrale cinese e anche se per anni le autorità hanno cercato in tutti i modi di raffreddare un mercato surriscaldato, ora fa capolino la preoccupazione opposta, perché un crollo dei prezzi, che potrebbe raggiungere anche il 20-30% secondo gli operatori del settore, minaccerebbe una «reazione a catena» sugli istituti di credito.
Il numero totale dei mutui nel secondo trimestre del 2011, su base annua, secondo i dati Istat è diminuito dell’8,1%. Il dato segna una brusca inversione di tendenza rispetto al primo trimestre, quando si era registrata una crescita. A livello territoriale solo le Isole, in controtendenza rispetto al resto del Paese, mostrano un incremento del 23,3% per i mutui in totale.
Nel secondo trimestre 2011 sono stati stipulati 193.474 mutui, di cui 118.834 (pari al 61,4%) con costituzione di ipoteca immobiliare e 74.640 (38,6%) senza, spiega l’Istat. I primi mostrano una diminuzione del 5,3%, inferiore, quindi, a quella registrata per i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (-12,3%).
La diminuzione dei mutui va di pari passo con la crisi del mercato immobiliare, che nel secondo trimestre vede un calo delle compravendite del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le compravendite di unità immobiliari sono ammontate in totale a 219.905 nel secondo trimestre, di cui il 93,2% ha riguardato immobili per abitazione, il 5,9% unità immobiliari a uso economico.

La quarta edizione dell’Indagine biennale Tecnoborsa sulle famiglie che vivono nelle sei maggiori città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova) evidenzia come la situazione di crisi del mercato immobiliare non ha subito significative variazioni rispetto alle Indagini svolte nel 2009 e nel 2007: non è stato recuperato il calo di oltre due punti percentuali rilevato nel 2005, mentre la città più attiva è stata Roma.
Secondo una ricerca di mutuionline.it nel primo semestre 2011 le erogazioni di mutuo per l’acquisto di seconde case sono risultate in aumento del 0,5%.
I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it fanno emergere indicazioni significative che confermano il grande interesse per il settore delle case turistiche, sia per motivi di investimento che per uso personale, e trovano parziale conferma anche da una recente indagine condotta da FIAIP (la Federazione italiana agenti immobiliari professionali). Secondo la quale un’abitazione turistica su quattro in località montane viene comprata attraverso la sottoscrizione di un mutuo a tasso fisso, che si attesta tra il 50% e il 60% del prezzo dell’immobile e viene estinto nella maggior parte dei casi entro la durata di 20 anni.
A diminuire, invece, sono le spese di acquisto dell’immobile per le vacanze ad alta quota: sempre secondo l’indagine FIAIP nella prima parte dell’anno è stata rilevata una lieve diminuzione dei prezzi delle abitazioni (-0,7%) in quasi tutte le località turistiche montane, a fronte di un aumento della proposta delle case messe in vendita (+9,2%).
Per quanto riguarda invece le preferenze per la casa in montagna gli italiani non mancare alcuni elementi distintivi: camino, finiture in legno e la presenza di un terrazzo o di un giardino per potere sfruttare l’abitazione anche nel periodo estivo.Ma quanto costa davvero una seconda casa in montagna? Di località turistiche in Italia dove poter sfruttare skylift e baite alpine ce ne sono davvero molte e i prezzi possono cambiare sensibilmente da paese a paese.
Senza spendere cifre enormi e senza pretendere di stare nel centro delle più famose località montane si possono trovare veri affari per investire in una seconda casa i propri risparmi.

























